La difficile situazione internazionale, in particolare nel nord Africa, ha portato ad un aumento molto significativo del costo del petrolio e di altre materie prime, che si ripercuote sull’inflazione, che rialza così la testa e mette in allarme la BCE (Banca Centrale Europea).
I banchieri di Francoforte fanno la voce grossa e minacciano un rialzo del costo del denaro, il primo da due anni e mezzo a questa parte. Oggi le famiglie italiane sperimentano le conseguenze di questa difficile situazione alla pompa della benzina, ma domani se ne accorgeranno al momento di pagare la rata del loro mutuo a tasso variabile.
Una situazione simile i mutuatari italiani l’hanno già sperimentata nell’estate del 2008: anche allora il prezzo del petrolio era salito alle stelle e anche allora la BCE aveva reagito con un rialzo dei tassi che aveva messo in notevole difficoltà migliaia di famiglie.
Oggi tuttavia la situazione generale è molto diversa, e l’impatto sulle rate dei nostri mutui dovrebbe essere marginale, anche se la situazione è davvero complessa e merita quindi grande attenzione.



