Posted on 06 febbraio 2011 by admin
Si chiama Prestito della Speranza e si tratta di un’iniziativa delle Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana. Arrivato nel 2011 alla sua seconda edizione, questo particolare prestito prevede, secondo criteri diversi dal 2010, lo stanziamento di 30 milioni di euro, di cui 25 sono destinati al microcredito sociale e alle famiglie in difficoltà e 5 milioni alle piccole imprese.

Saranno le parrocchie ad individuare gli eventuali destinatari della somma di denaro, che per le famiglie non potrà superare i 6000 euro, erogabili a 500 euro al mese o secondo modalità che possono essere concordate caso per caso. Il finanziamento per le piccole imprese non potrà invece superare i 25000 euro e dovrà essere restituito in 5 anni, ad un tasso agevolato.
Per accedere al prestito, disponibile solo per coppie sposate, anche se con cerimonie civili o riti diversi da quello cattolico, rivolgetevi in parrocchia, se invece volete contribuire con una donazione potete effettuare un pagamento su uno dei conti indicati sotto.
c/c bancario Banca Prossima, IT19 Q033 5901 6001 0000 0006 893 intestato a C.E.I. Prestito della Speranza
c/c postale 96240338, indicando nella causale “C.E.I. – Colletta Prestito della Speranza
Posted on 24 agosto 2009 by admin
Vi potrà sembrare assurdo, e forse a dir poco incredibile; ma la banca, oggi, accetta anche questo tipo di garanzia. Ebbene sì: se avete intenzione di acquistare una casa – e non avete abbastanza contante a disposizione, potrete pagare la banca con alimentari (vale a dire, ad esempio, con una forma di formaggio, dei prosciutti, del culatello o del vino).
Diciamo che questa non è una vera e propria invenzione del nostro presente, poiché, già nell’antichità presso le banche agricole, erano accettati - di buon grado – questo tipi di scambio, quale garanzia. Il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Zonin, spiega che già quarant’anni fa il suo istituto bancario era in possesso di un apposito magazzino utilizzato proprio per la stagionatura e a disposizione della clientela. Qualora ci fossero casi di clienti divenuti insolventi, le banche potrebbero rivendere tutti i generi alimentari, così da riprenderci quanto dovuto dai propri debitori, magari guadagnandoci pure.
Pensate che il Credito Emiliano possiede già ben quattrocentomila forme di formaggio nel suo caveau e, la maggior parte di queste, sono poste a garanzia di vari prestiti.
Che dire, per lo meno i banchieri potranno essere sicuri di avere qualche forma di formaggio o qualche buon prosciutto per ogni festività… meglio di niente, in periodi di crisi; non vi pare?
Melody