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La Svizzera pensa a ritorsioni contro l’Italia

Posted on 19 ottobre 2009 by admin

A quanto pare l’idea dello scudo fiscale non piace proprio alla neutrale Svizzera! Infatti, la Confederazione Svizzera ha una posta in gioco davvero alta: le banche svizzere rischiano di vedersi portare via verso l’Italia circa 150 miliardi, facendo traballare così ben 15 mila persone nel Canton Ticino che si occupano di questo settore.
Ciò che ha fatto saltare dalla sedia la Svizzera è stato l’inserimento nella lista nera dei paesi in cui la regolarizzazione dei capitali sarà consentita solo riportandoli fisicamente in Italia; Franco Citterio, il direttore dell’Associazione bancaria ticinese, l’ha definito “una discriminazione”, soprattutto perché l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha tolto Berna dalla lista grigia.
Ma ora chi sarà il primo a “subire”? A quanto fare i primi ad essere sotto il mirino sono i frontalieri, i camion e gli accordi erariali. Il direttore del Consiglio di Stato di Bellinzona, Gabriele Gendotti, ha chiesto di intervenire “rivedendo alcuni rapporti con l’Italia sulle aliquote dei ristorni”.
Pensate che la Svizzera gira il 40% delle tasse degli stipendi di 44mila frontalieri agli enti locali, mentre che solo il 12,5% va all’Austria. Il Partito popolare democratico si è espresso dicendo “All’Austria diamo il 12,5%, non capiamo perché all’Italia sia garantito un trattamento di favore”, mentre che la Lega dei ticinesi è più radicale e si è pronunciata così: “Tassiamo del 10% i capitali prima del rientro in Italia e rispediamo a casa 500 frontalieri ogni miliardo scudato”.
Aggiungiamo , inoltre, che l’introduzione della norma che da accesso solo alle fiduciarie italiane per la gestione in Svizzera di denaro non serve a molto, dato che gli animi rimangono sempre ben agitati.
Ora l’unico quesito che viene da porsi è il seguente: quanti soldi riuscirà a portare a casa il “tricolore”?

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Disoccupazione in aumento

Posted on 10 agosto 2009 by admin

Secondo le stime della Cgia di Mestre, l’autunno che ci aspetta non è propriamente uno dei più rosei, per quanto riguarda il lavoro: ci si aspetta, difatti, che la disoccupazione cresca fino all’8.8%, con un incremento pari a 2,1 punti, se si confronta il dato del 2008. Ciò significa che, in termini reali, i posti di lavoro che si potrebbero perdere sono all’incirca ben 200.000. Secondo la Cgia di Mestre, quest’anno sarebbe la terza volta che si presenta una diminuzione dell’occupazione durante l’ultimo trimestre: nel 2007, difatti, furono persi ben 91.000 posti di lavoro e, nel 2008, addirittura 169.000. La Cgia di Mestre mette in rilievo la crisi economica, cercando di spiegare che, per molti italiani, la domanda è divenuta una sola: l’azienda riaprirà dopo le ordinarie ferie di agosto? Dall’Ocse, tuttavia, provengono delle previsioni che lasciano intravedere un’evoluzione della situazione economica positiva, giacché si ritiene che la fase più profonda e devastante della crisi economica sia stata superata. Secondo il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, il numero dei posti di lavoro a rischio, comunque, va inquadrato nel contesto tratteggiato dall’Ocse, che evoca un miglioramento della situazione economica, a prescindere da ciò che possa essere l’evoluzione dell’occupazione.

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