Le donne italiane lavorano ogni giorno mediamente 80 minuti in più degli uomini a casa e in ufficio, ma, se si considera solo quest’ultima forma di lavoro, il rapporto si inverte perché, fuori dalle mura domestiche, gli uomini lavorano più del doppio delle donne.
Inoltre gli uomini ricoprono ruoli dirigenziali lasciando spesso alle donne solo piccoli spazi: le dirigenti in Italia sono appena il 13% e le donne presenti nei Consigli di amministrazione solo il 6%. E, come se non bastasse, le donne sono anche penalizzate, a parità di incarico, negli stipendi: nei paesi Ocse guadagnano circa un quinto in meno degli uomini.
Eppure le donne rappresentano il più importante motore dello sviluppo economico come sostengono anche Avivah Wittenberg-Cox e Alison Maitland nel loro libro «Rivoluzione Womenomics».
Ben il 73% dei prodotti di largo consumo, infatti, sono scelti in Italia da donne e le imprese a leadership femminile hanno tassi di insolvenza minori e performance generalmente migliori.



Il pieno coinvolgimento delle donne nella vita politica, economica e sociale è un sogno?