Posted on 27 aprile 2011 by Katia

Tutti noi abbiamo degli obiettivi professionali da realizzare, che siano grandi o piccoli, non ha importanza, quello che ha valore è riuscire ad ottenere un lavoro che ci soddisfi. Una volta individuato il lavoro che ci piacerebbe davvero fare, occorre pianificarne la realizzazione e cercare di rendere semplice questo compito. La capacità di analisi dovrebbe essere d’aiuto nella capacità di realizzare questo obiettivo lavorativo. Altra cosa fondamentale è non lasciarci condizionare da fattori esterni e soprattutto demoralizzare, per non restarne delusi troppo in fretta. Dobbiamo inoltre assicurarci che il lavoro scelto faccia proprio per noi, e non sia una scusa per compiacere qualcun altro o per necessità, come il mercato del lavoro ci porta a fare, perchè in questo caso potremmo anche non essere in grado di durare fino al raggiungimento dell’obiettivo stesso. Inoltre dobbiamo cercare di fare un’autoanalisi, cercando di capire se dietro a questo nostro bisogno non si nasconda in realtà, un disagio profondo di vita personale, e una scelta piu’ radicale potrebbe essere necessaria. Una volta deciso qual’è l’obiettivo da raggiungere professionalmente, bisogna impegnarsi per arrivarci, e promettere a noi stessi di fare tutto cio’ che serve per arrivare alla meta. Occorre quindi creare il proprio piano d’azione. Quindi potrebbe essere necessario dividere l’obiettivo in sotto-obiettivi. Ciò potrebbe implicare l’apprendimento di nuove competenze e rendersi conto che piace davvero quello che si sta facendo. Per trovare aiuto lungo la strada, è necessario anche ricevere un altro aiuto, che potrebbe essere l’appoggio ed il sostegno dei familiari, il quale è indispensabile per andare fino in fondo per il raggiungimento del proprio obiettivo. Ma potrebbe essere necessario anche l’aiuto degli amici, stabilire delle regole, o qualcosa che faccia ricordare perchè si sta facendo tutto questo. Infine, ultimo passaggio, è assicurarsi di migliorare nel raggiungimento dell’obiettivo lavorativo, così come il progetto stesso dovrà progredire nel corso del tempo.
Posted on 26 aprile 2011 by Katia

La nostra legislazione italiana permette a tutti i cittadini di poter aprire una scuola privata non statale ma autorizzata dalle autorità preposte. Come prima cosa dobbiamo ottenere tutte le autorizzazioni e certificazioni facendo domanda agli uffici dell’ASL di competenza territoriale chiedendo la certificazione di idonietà dei locali dove si intende svolgere la propria attività. L’ASL fa sottoporre, mediante visite ed accertamenti, tutti i dipendenti dell’attività in modo che si attesti l’idonietà fisica. Nel momento in cui abbiamo ottenuto le varie certificazioni ASL ci prodigheremo a formulare una istanza alla Direzione Didattica Statale competente. Qualora si tratti di aprire una scuola elementare o statale, mentre qualora il nostro intento fosse quello di aprire un asilo nido (fino a 3 anni di età). Basta compilare i preposti moduli che forniranno a suo valta i vari Enti a cui facciamo fede. In generale verrà chiesto di specificare il numero delle classi, elenchi degli alunni e altre informazioni. Il nostro iter a questo punto è completato e potremo liberamente dare inizio alla nostra scuola. Per ottenere la parificazione inoltreremo una domanda entro e non oltre il 31 dicembre di ogni anno di Provveditorato, ricordando di allegare una serie di documentazioni (atto costitutivo di società di gestione,contratto individuale personale, idonietà dei locali). In ultimo, riguardo al personale dobbiamo tenere presente che i dipendenti dovranno avere un diploma di scuola magistrale o attestato di superamento del concorso di scuola materna. Ogni dipendente dovrà a sua volta compilare una certificazione che riporta una serie di dati (dati anagrafici, titolo di studio, etc…). Per quanto riguarda invece l’investimento economico di una scuola privata, è abbastanza esoso. Queste spese riguardano l’affitto o l’acquisto dell’immobile adatto, ristrutturazione, richieste perizie tecniche per la destinazione urbanistica, richiesta di certificato antincendio, adeguamento alla struttura alle norme di sicurezza. Al fine di avere la quotazione per tipologia dell’immobile possiamo consultare la banca dati dell’ Agenzia del territorio al fine di comprenderne le spese. Si può tranquillamente fare riferimento ad un finanziamento ed a una serie di agevolazioni, nonchè stanziamenti che il governo ha messo a disposizione per tutto coloro che aprono delle attività.
Posted on 21 aprile 2011 by admin
La Banca Centrale Europea, in un comunicato, ha sottolineato che in tutto l’arco del 2011, l’inflazione si dovrebbe attestare sopra il 2 % con riferimento ai Paesi dell’Eurozona.
Questa previsione si basa sulle analisi del prezzo del petrolio che dovrebbe continuare a salire, i rincari delle materie prime energetiche hanno un ruolo centrale per capire l’andamento dell’inflazione e sicuramente le tensioni politiche che stanno scuotendo il Nord Africa non portano a fare riflessioni positive in questo senso.
Per quanto riguarda l’occupazione, la BCE ritiene che il tasso di disoccupazione potrebbe subire un calo in vista di una sensibile crescita dei settori industriale e dei servizi, l’Istituto rileva inoltre, che questa crescita è «un segnale incoraggiante per la disoccupazione nell’area dell’euro nei prossimi mesi». A febbraio il tasso di disoccupazione nell’area euro è diminuito al 9,9% dal 10% di gennaio.
Siamo in presenza di un’Europa scossa politicamente ed economicamente dal caos politico del Nord Africa e da una crisi economica che ha avvolto molti Paesi industrializzati, la sensazione è però, che l’Europa sia in grado di darsi una scossa, e di garantire la stabilità del sistema bancario ed economico; un duro colpo è stato apportato dalle crisi economiche del Portogallo, della Grecia e dell’Irlanda, i Paesi sono sostanzialmente in bancarotta e l’Europa si è trovata, insieme al Fondo Monetario Internazionale, a dover erogare delle ingenti somme di denaro, ma sembra che questi scossoni non abbiano destabilizzato tutto il “Sistema Europa”.
Nel corso di questi mesi, si sono succedute moltissime riunioni tra i vari Capi di Governo per analizzare e porre rimedio alle crisi specifiche degli Stati sopramenzionati e più in generale ad elaborare strategie di politica economica per ridare fiducia all’economia europea.
Occorrerà vedere nei prossimi mesi l’evolversi della situazione internazionale per capire lo stato di salute economica dell’Europa.