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La finanza pubblica europea

Posted on 03 gennaio 2010 by admin

L’anno che viene, il 2010, sarà un momento storico cruciale per i debiti pubblici di parecchie nazioni dell’Unione Europea. Le più note agenzie di rating, Moody’s e Standard & Poor’s, hanno rivisto al ribasso la loro valutazione del debito pubblico greco. Saranno anche altre nazioni europee, come Italia, Germania e Francia, gli altri attori sulla piazza europea, per quanto riguarda il fabbisogno: si contano oltre mille miliardi di euro. La scadenza dei finanziamenti pubblici, per il 2010, vedranno diversi stati europei alle prese con degli esborsi notevoli: Francia ed Italia, ad esempio, dovranno rimborsare rispettivamente 148,5 e 222,7 miliardi di euro. Ma anche nel privato, sicuramente, l’indebitamento non è certo da sottovalutare: difatti, vi è stata una notevole emissione di obbligazioni; tutto debito che non ha una valutazione attendibile e, di conseguenza, qualitativamente pessimo. In genere, questa massa di debiti è stata contrattata mettendo a garanzia del patrimonio immobiliare; e grazie al basso costo del denaro, finora, è andato tutto bene. Ma non si può scommettere su un futuro costruito sui bassi tassi di interesse, senza un consolidamento dei debiti. Il presidente della Banca Centrale Europea, Trichet, lo ha ricordato ai Governi europei.

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Procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia

Posted on 26 giugno 2009 by admin

L’Italia in questo periodo si ritrova ad esser sotto pressione da parte di Bruxelles: infatti, nei confronti del nostro paese, da parte della Commissione Europea, è stata aperta una procedura d’infrazione poiché non è stato rispettata la sentenza emessa dalla Corte di Giustizia Europea. Quest’ultima ha richiesto l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, nel settore della pubblica amministrazione, così che venga equiparata a quella degli uomini.

La reazione della Commissione Ue è stata quella di un immediato avviso tramite una lettera nella quale si evidenzia come l’Italia violi l’uguaglianza tra le donne e gli uomini in ambito economico.

Le conseguenze per questo comportamento potrebbero essere davvero rilevanti poiché Bruxelles si muoverebbe con un secondo ed ultimo avviso che, se a sua volta non venisse rispettato, potrebbe portare ad una sanzione.

Ma facciamo un passo indietro per capire meglio: il 13 novembre del 2008 la Corte europea di giustizia si era pronunciata con una sentenza nei confronti dell’Italia perché la legislazione nazionale permetteva agli impiegati pubblici di esser pensionati in età differente a seconda del sesso. Allora la Corte era giunta alla conclusione che ciò comportava una discriminazione. Fino ad oggi l’Italia non si è mossa; così ora la Commissione Europea ha deciso di procedere.

Melody

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