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Quali sono oggi i rendimenti più sicuri?

Posted on 09 ottobre 2012 by Katia

soldi sotto il materassoOggi parlare di rendimenti sicuri significa anche, nella maggior parte dei casi, parlare di rendimenti bassi, ma se ci sappiamo accontentare (si fa per dire), i buoni ordinari del Tesoro sono il simbolo stesso del risparmio degli italiani. Al punto che i sottoscrittori di questo popolare strumento del debito pubblico sono stati, e vengono tutt’ora chiamati Bot-people, il popolo dei Bot. In un’ottica di sicurezza dell’investimento i Bot rimangono tutt’ora la punta di diamante del portafoglio finanziario. Perché anche  nell’ipotesi di un peggioramento della situazione finanziaria italiana o di un avvitamento della crisi dell’euro, la brevità della scadenza dei Bot- 3, 6, 12- mesi, mette sostanzialmente al riparo il sottoscrittore da brutte sorprese. Infatti i titoli a breve termine sono sempre quelli meno coinvolti dalla speculazione. Proprio perché la garanzia di un rimborso ravvicinato li garantisce rispetto a possibili manipolazioni sui prezzi. Certo, i rendimenti non sono granché.

Dobbiamo anche però guardare ad un’altra realtà che ci porta a riflettere sul fatto che negli ultimi anni i conti di deposito ed i conti di deposito online, liberi oppure vincolati, hanno conosciuto un vero e proprio boom. Un’ulteriore spinta alla diffusione dei depositi di risparmio è stata data dalla garanzia interbancaria di protezione che copre i depositi fino ad un ammontare di 103 mila euro. I capitali versati su di un conto deposito, se vincolato, vengono di solito liquidati nel giro di pochi giorni, fatta salva una decurtazione degli interessi per il periodo di vincolo non rispettato. Tutti i depositi “a vista”, conti correnti e conti deposito non vincolato vengono invece rimborsati su richiesta, fatto salvo eventualmente un giorno di ritardo nel caso in cui la somma ritirata non sia fisicamente disponibile in filiale perché troppo elevata. I Btp, buoni poliennali del Tesoro, a causa della crisi di fiducia sul debito italiano sono stati largamente abbandonati dagli investitori esteri: per questo il differenziale di interesse con i Bund è salito così tanto e per questo, il titolo decennale italiano è tornato su una soglia di rendimento del 6%.

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Buoni del Tesoro: Btp adatti anche agli investitori più cauti

Posted on 09 marzo 2012 by Katia

BtpSe da un lato l’Italia sta abbandonando la fase più critica di rischio, dall’altra è possibile che qualcuno si lasci andare al rimpianto di non avere colto al volo l’occasione quando c’era, anche se il ragionamento può sembrare alquanto articolato. Sebbene la tendenza ormai sia di un calo, i rendimenti restano comunque elevati e lo saranno ancora per un po’. E, in ogni caso, accettare un sacrificio in termini di guadagni a fronte della consapevolezza che il debito pubblico in portafoglio ora pesa di meno, rende il Btp un oggetto di investimento adatto anche agli investitori più cauti.

Meglio scadenze lunghe o corte?

Una regola precisa non c’è, ma c’è un riscontro di mercato: sui tempi più lunghi l’Italia resta una “sorvegliata speciale”, perchè ha bisogno di raccogliere in concreto i frutti delle riforme strutturali, a maturazione lenta; mentre sul breve la tensione si è ridotta perchè le “esigenze di cassa” sono al sicuro e l’Italia ha benzina certa per almeno due o tre anni. Questo significa che, per meno di un punto percentuale di scarto, forse non vale la pena di “accollarsi” la “volatilità”, cioè le oscillazioni e gli eventuali patemi, di scadenze troppo lunghe. Stare entro i 5 anni va bene.

Emissioni a due anni.

E’ giusto guardarsi intorno: le banche, per finanziare, ora propongono obbligazioni “della casa” con scadenze anche a due anni, assolutamente competitive con i titoli di Stato equivalenti. Bisogna informarsi direttamente, perchè non sempre queste emissioni sono pubblicizzate. Ma in genere, i rendimenti sono interessanti: si viaggia intorno al 4% lordo e oltre, livello quindi superiore a quello di un Btp che abbia stessa durata. Nel caso,però, la domanda giusta da farsi non è più quanto e se vi fidate dell’Italia, ma se vi fidate delle banche. Non rinunciate mai a controllare il rating e, se non è inferiore a quello nazionale (BBB+ secondo Standard & Poor’s), potete anche farci un pensierino.

 

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Come investire i soldi

Posted on 24 agosto 2011 by Katia

fondo etico

Un argomento questo interessante quanto ostico e difficoltoso, specialmente in questo periodo che sembra perdurare in negativo. Si parla spesso di ripresa, ma se diamo un’occhiata alla borsa, alle notizie di questi giorni che si susseguono è davvero difficile trovare una soluzione. Occorre tenere conto anzittutto del risparmio e dell’entità della somma da investire. C’è sempre meno fiducia nelle banche, perchè gli interessi non sono più quelli di un tempo, c’è persino chi pensa che il miglior metodo sia ancora quello dei nostri vecchi i quali mettevano i soldi “sotto il materasso”, eppure qualche soluzione c’è, ci deve essere per forza.

E’ in questo modo e per questi motivi che umenta l’interesse per forme d’investimento  che dirigono la loro attenzione, oltre che ai rendimenti, anche al come e al dove vengono investiti i soldi.Negli ultimi anni, con l’intensificarsi del dibattito sulla responsabilità sociale dei produttori, sull’ambiente e sulla globalizzazione, l’interesse dei risparmiatori è aumentato.
Il mercato risponde a questa esigenza ed il risparmiatore italiano si trova a disposizione circa una trentina di fondi  che si possono definire ‘etici’ .

Si tratta di strumenti molto differenti tra loro , non solo per il tipo d’investimenti, ma anche nella definizione di ciò che ne caratterizza l’eticità.Innanzi tutto vi sono fondi che selezionano i titoli su cui investire, creando il loro portafoglio in base ad una serie di criteri non economici, ma rispettando determinati valori,  per esempio escludendo  titoli di stato emessi da Paesi nei quali non vi è democrazia o dove non sono rispettati i diritti civili; oppure escludendo obbligazioni ed azioni di società che non rispettano i diritti dei lavoratori o che non rispettano determinati criteri ambientali; oppure escludendo obbligazioni ed azioni di società attive in settori come quello della produzione di armi, del tabacco, della pornografia, della produzione di organismi  geneticamente modificati o di energia nucleare ecc.

La scelta di investire in fondo etico è una scelta personale di guadagno.

 

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