Posted on 06 marzo 2012 by Katia
Non c’è solo Volunia del matematico Marchiori. Ogni anno nascono in Italia oltre 700 imprese hi-tech. L’anti Google ha spaccato il popolo sulla rete: entusiasti contro delusi. I secondi sembrano avere la meglio, per ora, ma è un fatto certo: Volunia, il motore di ricerca lanciato il 6 febbraio da Massimo Marchiori, il matematico padovano che nel 1997 inventò l’algoritmo alla base del Google “vero”, ha accesso i riflettori su un universo conosciuto solo dagli addetti ai lavori. Perchè in Italia non c’è solo Volunia. Sono 700-800 circa le start-up che nascono nel nostro Paese ogni anno. Infatti proprio in base ad una ricerca dell’Università degli Studi dell’Insubria a Varese che passa a raggi X un campione di 111 nuove imprese ad alta tecnologia. L’85% è attiva sul fronte internet. Sono collocate nel Centro-Nord ed i loro titolari hanno 32 anni in media ed un tasso di istruzione molto elevato. Ma veniamo anche ai costi, infatti ci sono voluti 24 mesi e oltre 250 mila dollari per sviluppare Mopapp, piattaforma in grado di tracciare in tempo reale i ricavi delle vendite delle applicazioni nelle principali vetrine online del mondo. La sede di Mopapp è a Londra ma lo sbarco degli Usa non va escluso. Quello delle applicazioni è un mercato d’oro: varrà 60 miliardi di dollari entro il 2014 (stima Gartner Group).
Quando parliamo di Silicon Italy parliamo appunto dei giovani che possono dire di “avercela fatta” come Giuseppe Suriani, 30 anni, ingegnere microelettronico con in tasca un master in scienze dei materiali che con i soci ha brevettato un sistema per la produzione di celle fotovoltaiche flessibili da integrare nei tessuti. E aveva solo 23 anni quando, con i soci, Federico Maria Grati e Stefano Babbini, fondò l’Agroils, con sede a Firenze per la produzione di biocombustibili dalla panta tropicale jatropha. Ed il lancio questa volta a Hayward, nel vero cuore della Silicon Valley, dell’Agroils Technology.
Posted on 22 febbraio 2012 by Katia
Lunedì 14 novembre, 12 giovani imprenditori hanno presentato a New York le loro aziende innovate. L’obiettivo era quello di raccogliere fondi dai finanziatori Usa. E’ andata che in Italia, da quanto riportato, mancherebbero sbocchi per le nuove leve. “I cervelli ci sono. Hanno idee. Ma fanno fatica ad emergere”. Quindi ben vengano iniziative come quelle della Whi Italy Matters Corp, la società di diritto Usa fondata dall’ex golden boy della consulenza Fernando Napolitano per promuovere oltreoceano il meglio dell’industria intaliana dell’high tech. In sala c’erano start-up davvero innovative, diversissime tra di loro, e per un giorno hanno abbandonato chip e formule matematiche per misurarsi con il mercato. E che mercato. Si tratta di una fase davvero sorprendente, soprattutto di questi tempi, ora che piangere miseria è diventato lo sport più praticato.Quello che emerge è che ci sono decine di fondi con in pancia miliardi di dollari pronti ad essere investiti, non regalati. E i nostri imprenditori lo sanno bene. Il loro favore è contagioso.
Una presentazione di tutto rispetto snocciolata in 5 minuti. Anche Fulvio Conti (Enel) e Ossama Bessada (Wind) fra i protagonisti di quella giornata, e animatori di una tavola rotonda dai toni vivaci. A cominciare poi proprio da Passera, che ai tempi della Banca Intesa divenne sponsor dell’iniziativa e partner prezioso di uno dei progetti Start-Up Iniziative e i fondi Atlante Ventures. Ma il vero “profumo” è stato sentito anche nel direttivo della Fulbright Best, il programma italiano di borse di studio per i giovani talenti di cui Napolitano ne è presidente. E chiude con un invito: ” Questa piattaforma è a disposizione del governo e potrebbe essere assai utile perchè costituisce un ponte reale tra Italia e Stati Uniti”. A questo punto non resta che sperare per il meglio ed incoraggiare il futuro delle start-up e dei giovani talenti muniti di forza e coraggio e non solo di idee!
Posted on 16 febbraio 2012 by Katia
Il più grande social network del mondo è utilizzato da oltre 800 milioni di persone in 70 lingue diverse. Una platea universale che spesso però non riesce a state dietro a tutti i comandi che vengono aggiunti o aggiornati di continuo. Non solo ci sono le ultimissime applicazioni da scoprire come il ” Diario” o ” Memology” ma anche tante funzionalità minori capaci di offrire un’esperienza d’uso molto più personale e coinvolgente. Ecco un vademecum per chi è alle prime armi e un utile ripasso per chi ritiene di sapere già tutto.
Invitare ad un evento persone che non sono su Facebook, quando si crea un evento, è possibile invitare non solo gli amici su Facebook, ma anche altre persone inserendo il loro indirizzo di posta elettronica. Si possono mettere in elenco email separate dalla virgola. Chi riceve l’invito però per visualizzarlo deve per forza iscriversi a Facebook.
Taggare gli amici nei commenti e negli aggiornamenti: se si scrive un nome di un amico in Facebook mentre si sta aggiornando il proprio status o in un commento, Facebook crea automaticamente un link nella pagina dell’amico. Mentre si compone il messaggio viene visualizzato un elenco di contatti suggeriti a seconda dell’iniziale o del nome che state componendo.
Sapere quante visite ha la propria pagina: è sufficiente cliccare sul pulsante “insights” posizionato nel menù principale in alto a destra. Si apre una finestra dedicata che permette di visualizzare in forma grafica l’andamento delle visite della propria pagina con diversi indicatori: portata totale della settimana, andamento dei post, persone che parlano dell’argomento.
Collaborare a un documento: in una pagina di un gruppo, bisogna cliccare su “crea un documento” in alto a destra. Una volta salvato il testo, questo viene posto nella finestra di aggiornamento dello status e tutto possono modificarlo liberamente usando l’opzione “modifica documento”.