Posted on 05 ottobre 2011 by Katia

Nei giorni scorsi, il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato lo schema del secondo Piano di azione nazionale per l’efficienza energetica (Paee 2011) previsto dalla Direttiva 2006/32/Ce. Confermato l’obiettivo di riduzione dei consumi entro il 2016 al 9,6%, rispetto alla media annua del quinquennio 2003-2007, con un risparmio energetico di 126.540 GWh all’anno. Altro obiettivo è quello di mettere in relazione le politiche sulle energie rinnovabili (pacchetto Clima-energia al 2020) con le politiche di efficienza energetica, anche alla luce dei risultati ottenuti in passato, tra il 2007 e 2010, quando tale obiettivo è stato superato del 33,8% grazie al ruolo determinante del settore residenziale. Confermati, per quanto riguarda il settore residenziale, gli incentivi per la sostituzione dei vetri semplici con quelli doppi, intervento che, con la sostituzione degli scaldacqua elettrici ha avuto un ottimo riscontro, mentre la coibentazione delle superfici opache degli edifici ha raggiunto risultati inferiori alle attese, probabilmente a causa dei costi piu’ elevati che caratterizzano questa tipologia di opere.
Il ministero quindi tenterà di studiare nuove forme di incentivazione per stimolare tali interventi, in quanto interessano una parte del sistema edificio-impianto che presenta il piu’ alto potenziale di risparmio energetico. il Paee, come richiesto dalla Commissione europea, si indirizza anche verso il raggiungimento del target della riduzione del 20% della domanda di energia primaria 2020. Secondo le stime,, nel 2020 l’insieme delle misure individuate nel Piano determinerà una riduzione in termini di energia primaria di oltre 18 Mtep (Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), di questi il 55% è attribuito al metano, il 40% al petrolio edl il 5% ad altro. Nel 2020 le emissioni di Co2 evitate saranno oltre 45 Mtep. Sono davvero tanti, diversificati e mirati gli obiettivi del secondo Piano di azione nazionale per l’efficienza energetica, le novità riguardano infatti i padroni di casa ma anche coloro che vogliono acquistare casa. L’Italia sta davvero puntando molto sulle energie alternative e sul risparmio energetico, non solo una fonte di risparmio ma anche di guadagno.
Posted on 19 aprile 2011 by Katia
Un parere emesso dalla Fondazione Studi consulenti del lavoro fa chiarezza sulle condizioni necessarie per poter permettere, ai lavoratori dipendenti del settore privato, di godere dei benefici fiscali previsti dalla Finanziaria 2011. Si tratta della detassazione del 10% sulle somme erogate in relazione a “risultati riferiti all’andamento economico a agli utili della impresa o a ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale” come specificato nella legge 122 del 2010.

Una condizione necessaria per l’operatività del beneficio fiscale, sta nel fatto che, le somme in questione, le quali interessano il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2011, siano erogate “in situazione di quanto previsto da accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali. Sono quindi esclusi i contratti collettivi nazionali ed i contratti individuali. Poichè la legge rinvia sulla sussistenza di contratti collettivi come presupposto per l’operatività di una disciplina legale – quella sulla detassazione di una parte della retribuzione-, è importante non tanto “l’efficacia convenzionale del contratto collettivo” quanto “l’interpretazione delle disposizioni di legge che stabiliscono i presupposti per la concessione del beneficio”. La norma in esame rinvia dunque, con ampia delega alle previsioni delle parti sociali. Pertanto, se il contratto collettivo stipulato nel corso del 2010 prevede un’efficacia retroattiva delle proprie disposizioni per tutto il 2011, si deve ritenere che ogni erogazione di tale anno è “in attuazione” del contratto medesimo, in quanto esso è efficace convenzionalmente dal 1° gennaio 2011.
In tale ottica si sono mosse le organizzazioni sindacali nella predisposizione dell’accordo, quadro che dovrà essere sottoscritto in base territoriale. In conclusione, “poichè la legge fa generico riferimento alle somme erogate in attuazione della contrattazione secondaria, e questa riferisce tramite l’accordo quadro, chiarisce la volontà delle parti di utilizzare il beneficio legale per tutto il 2011, quindi tutte le erogazioni intervenute nell’anno, si devono considerare in attuzione di essa, questo comporta che godono del benefico fiscale.
Posted on 01 settembre 2010 by admin
Ogni lavoro ha la sua retribuzione, ma se non vi sentite sufficientemente apprezzati e vi pare che il vostro stipendio sia ingiusto se paragonato al vostro contributo in azienda, potrebbe essere giunto il momento di chiedere un aumento.
Non è una cosa facile, vediamo di darvi alcuni consigli utili per evitare di incorrere in problemi di varia natura.
Intanto iniziamo col dire che il momento migliore per chiedere una retribuzione più elevata è, paradossalmente, proprio quello dell’assunzione, la contrattazione individuale che avviene in fase di assunzione può, se naturalmente avete già maturato un’esperienza e sviluppato delle competenze utili, farvi portare a casa, da subito, una cifra più alta. Alzarla in seguito, sarà invece molto più difficile, ma comunque, come stiamo per vedere, possibile.
Come prepararsi alla richiesta di aumento?
Organizzate le vostre argomentazioni e riflettete fin da subito sulle possibili reazioni e domande del vostro interlocutore. Fate bene i conti e magari simulate vari scenari possibili, per esser pronti, qualunque strada prenda la discussione.
Cosa fare durante il colloquio
Parlate dei profitti che avete contribuito a portare all’azienda e di tutto ciò che avete raggiunto da quando lavorate in quella posizione. Alla fine parlate della questione stipendio, ma senza insistere su una somma ben precisa, e ricordatevi sempre di esponete con chiarezza i vostri obbiettivi professionali per il futuro..
Cose da evitare
- Evitate di parlare di una cifra precisa.
- Aspettate che il vostro superiore proponga lui una cifra.
- Non ricattate il vostro principale in nessun modo e per nessun motivo.
- Non fate mai paragoni con altri dipendenti e con la loro retribuzione.