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Gennaio 2012: Grecia anno zero

Posted on 19 dicembre 2011 by Katia

Il ministro delle Finanze annuncia in tv il default. I risparmiatori assediano le banche, i negozi si svuotano, gli operai scioperano. Categoria per categoria, che cosa succedesse se un’economia fa crac. Evangelos Venizelos, ministro delle Finanze, attende la fine dei festeggiamenti natalizi prima di dare la ferale notizia. Poi, un giorno del gennaio 2012, al telegiornale del mattino, annuncia che la Grecia non è in grado di far fronte ai propri debiti. I titoli di stato a breve e lungo termine vengono svalutati del 50 per cento, chi ha prestato denaro alla repubblica ellenica, in patria o nel mondo intero, vedrà dimezzarsi l’investimento. Resta in circolazione l’euro, in capire se si dovrà tornare alla dracma. Prezzi e tariffe, salari e pensioni sono congelati per decreto.

Come si fa a vivere se lo stato fallisce?

Dal punto di vista dei risparmiatori, una folla angosciata e furente si raccogli davanti alle banche fin dall’alba, prima che il corpulento ministro appaia sui teleschermi, perchè le voci circolano, il passaparola funziona ancora meglio di internet. In Argentina nel 2001, è successo lo stesso e ci sono voluti sette anni di vacche magre prima di riemergere. Per quanto riguarda i commercianti, le massaie corrono a fare scorta, ma trovano gli scaffali vuoti. La merce in arrivo dalla Francia rincoara del 50 per cento perchè, inutile girarci intorno, la svalutazione del debito fa da riferimento per tutto il resto. La Grecia importa il doppio di quel che esporta, acquista tutto dall’estero. Decreto o non decreto, questo è il mercato. L’inflazione colpisce i risparmi, ma riduce i debiti, dunque per il governo è un beneficio da maneggiare con cura. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, statali e comunali, il grosso della forza lavoro, non c’è solo il blocco degli stipendi. I licenziamenti, cominciati già nella primavera 2011, adesso diventano una valanga. Ma resta la moneta la questione piu’ complessa. Atene torna alla dracma? E che valore avrà?

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La speculazione finanziaria in europa

Posted on 06 agosto 2011 by admin

Con le Borse che registrano risultati altalenanti e la crisi economica che sembra ancora forte nell’ambito dei Paesi dell’Eurozona, la politica europea deve fare i conti anche con un altro problema, con il credit default swap.

Il credit è un contratto in base al quale un soggetto, A, paga periodicamente una somma a B e B in cambio, si impegna a rifondere ad A il valore di un titolo C nel caso in cui il debitore C va in bancarotta.

In sostanza A ha comprato l’obbligazione emessa da C e vuole essere sicuro che alla scadenza, C rimborsi il capitale, è un contratto quindi che è una forma di polizza assicurativa per A; poste queste premesse, in questi giorni si sta ponendo il problema che questo tipo di accordi manca ancora di trasparenza e chiarezza ed inoltre sono in agguato le speculazioni.

L’Europa sta in particolar modo cercando di far luce nel settore dei credit sul debito sovrano, sono in corso delle speculazioni sulle assicurazioni contro il default di alcuni Paesi in crisi come la Grecia che minano la stabilità economica e finanziaria dell’Europa.

Inutile dire che il Parlamento Europeo ha espresso posizioni molto dure contro queste forme di speculazioni, ma la situazione è ancora confusa, manca una normativa rigida a livello europeo che sappia far fronte a queste distorsioni del mercato.
Il punto centrale è quindi, che il credit, da contratto che costituisce una sorta di polizza assicurativa per il soggetto che decide di acquistare un’obbligazione, rischia di divenire una forma di scommessa, una mera speculazione in base alla quale il soggetto A gode dei benefici dalla bancarotta di C.

La domanda è sempre la stessa: a fronte di questa situazione e a fronte della crisi economica che imperversa soprattutto in Grecia chi è il creditore e chi è il debitore? Questa è la domanda essenziale e grottesca che fotografa lo stato attuale.

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LA SITUAZIONE GRECA

Posted on 09 maggio 2011 by admin

La crisi dei Paesi dell’Eurozona non sembra trovare fine, ad alimentare la situazione di incertezza, una voce che sta circolando e secondo cui il Governo greco starebbe pensando ad uscire dall’Eurozona.

La notizia è stata riportata dal quotidiano tedesco Der Spiegel che evidenzia questa volontà del Paese ellenico, la notizia è stata immediatamente smentita dal Governo greco e da fonti di Bruxelles.

Purtroppo, che la notizia sia fondata o infondata, ha poca importanza, queste voci hanno determinato, infatti, una perdita di quasi l’1 per cento dell’euro rispetto al dollaro, una variazione significativa e che la dice lunga sullo stato economico dell’Europa (basta infatti un’indiscrezione per far perdere punti all’euro).

In ogni caso la situazione economica greca rimane molto critica, la Grecia, infatti, è uno dei Paesi dell’Eurozona, insieme all’Irlanda e al Portogallo ad aver risentito maggiormente della crisi economico e finanziaria, il debito pubblico del Paese ellenico è alle stelle ed attualmente si stanno studiando misure economiche per aiutare l’economia greca, fermo restando che occorre una restrizione decisa della spesa pubblica.

In sostanza, la situazione è molto grave e a prescindere dalla veridicità delle fonti possiamo abbozzare questa sintesi: la Grecia è alle prese con una profonda crisi, ha bisogno degli aiuti dell’Europa, ma l’Europa chiede in cambio precise garanzie su di una ristrutturazione della spesa pubblica, quest’ultimo punto incontra il malumore della popolazione greca e il Governo greco, si ha come l’impressione, che stia tra l’incudine e il martello, tra un’Europa che chiede tagli alla spesa in cambio di aiuti ed una popolazione arrabbiata.

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