Posted on 05 novembre 2011 by Katia
La crisi morde risparmi e potere d’acquisto mentre aumentano le spese non comprimibili. Dagli ultimi dati Istat emerge la conferma di un trend in atto da 15 anni.
Nel secondo trimestre dell’anno il tasso di risparmio delle famiglie italiane è sceso al minimo storico dell’ 11,3% con una contrazione dello 0,4% sui tre mesi precedenti e dell’ 1,2% rispetto ad un anno fa. In pratica in appena 12 mesi. Un tasso di risparmio dell’11,3% è esattamente la metà rispetto al 22,6% del 1996, che collocava gli italiani al primo posto in Europa, 4 punti in piu’ dei francesi, 6 in piu’ dei tedeschi e oltre il doppio la propensione al risparmio degli inglesi.
Nel 2002 risparmiavamo il 16,82% del reddito, superati dal Belgio ma ancora ben al di sopra della mesia dei paesi euro pari al 10,86%. Nel 2009, ultimo anno elaborato da Eurostat, la propensione al risparmio degli italini è scesa al 13,98% mentre quella dei paesi euro è salita al 13,32%. Nell’area euro su 15 paesi sono 8 a mostrare un tasso di risparmio superiore agli italiani. E anche considerando l’Europa a 27, l’Italia presenta valori sotto la media che è del 13,21%. La flessione del tasso di risparmio è conseguenza della contrazione del rapporto d’acquisto. Sempre nel secondo trimestre dell’anno in corso il potere di acquisto delle famiglie italiane è diminuito dello 0,3% rispetto al secondo trimestre del 2010 e dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Il reddito disponibile è infatti aumentato del 2,3% rispetto al 2010 a fronte di una spesa per i consumi aumentata del 3,7%. Anche sul potere d’acquisto gli italiani da tempo perdono terreno. Tra i paesi euro la media del potere d’acquisto è 108, per l’ Italia è 100, inferiore anche agli spagnoli, bel al di sotto del 128 dei tedeschi e lontanissimo dal 283 dei residenti in Lussemburgo, questo significa che gli italiani non sono più le “formichine” d’Europa, e la preoccupazione ovviamente sale.
Posted on 25 luglio 2011 by admin
Il risparmio è un capitolo fondamentale per le famiglie italiane, è il saldo positivo della gestione familiare e consente alle persone di poter pensare e progettare il proprio futuro.
Una recente indagine del Gruppo Bancario Intesa San Paolo, rileva che per gli italiani è sempre più difficile mettere dei soldi da parte, solo il 47 % delle persone riesce a mettere qualche euro da parte.
L’idea di un’Italia risparmiatrice cede il passo ad un Paese in crisi dove è sempre più difficile non solo risparmiare, ma anche far bastare le risorse per garantirsi una vita dignitosa.
Geograficamente è il Mezzogiorno l’area del Paese dove risparmiare risulta più difficile, mentre sotto un profilo sociale, sono i giovani la categoria di persone che stentano maggiormente, soprattutto i lavoratori precari e quelli con bassi stipendi non riescono a mettere soldi da parte.
Intesa San Paolo sottolinea che questi dati sono coerenti con la situazione di incertezza che imperversa in Italia, è un’indagine da cui emerge un Paese in difficoltà perché il risparmio non è un lusso, ma lo strumento economico che consente alle persone di poter pensare al proprio futuro, quindi non parliamo di un surplus, ma di un elemento fondamentale.
Posted on 22 luglio 2011 by Katia
Si stanno diffondendo le agenzie che promettono di liberare dai debiti: le Debit Agency.
Gli italiani sono da sempre piu’ indebitati. Dal 2002-anno dell’introduzione dell’euro-alla fine del 2009, i nostri debiti sono cresciuti del 91,7% (dati Cgia di Mestre-Associazione artigiani piccole imprese). Ma se le “cause” sono note, ovvero, erosione del potere d’acquisto, incertezza economica, diffusione di strumenti di credito ambigui, molto meno “noti” sono i rimedi. Quando il debito va fuori controllo, si pensa con grande timore a come venirne fuori. Il consiglio è quello di “non spaventarsi, anche quando arrivano le minacce delle società di riscossione crediti”, questo almeno è quanto sostiene Giuseppe Mermati, consulente finanziario dell’ Unione nazionale consumatori. ” Conviene rivolgersi direttamente al creditore e spiegarli senza reticenze la situazione”. Il debito puo’ essere rinegoziato secondo nuove condizioni: anche se ciò non elimina il problema, anzi, in alcuni casi lo aggrava.
Ma cosa fanno le Debit Agency? Dal 2008 si sono affacciate anche in Italia, sono agenzie che promettono di liberare una volta per tutto i debiti. In certi casi utili, spesso superflue, a volte contropruducenti e talora fraudolente, ma cosa fanno esattamente? Come prima cosa bisogna distinguerle dalle finanziarie che garantiscono di estinguere il debito pregresso per accaparrarselo. Le Debit Agency non concedono prestiti ed offrono tre tipi di servizi: chiusura dei debiti con il fisco, banche e finanziarie, ottenendo di pagare il meno possibile, protezione preventiva dei patrimoni dall’aggressione di eventuali creditori, cancellazione del debito dal Bollettino protesti e dalle banche dati dei cattivi pagatori.
Esistono realmente casi disperati, ed è attraverso le transazioni con i creditori che le Debit Agency promettono di chiudere il debito, riducendolo il piu’ delle volte del 70-80%. La maggior parte delle famiglie che si rivolgono a questo servizio si sono indebitate per oltre 30mila euro e magari hanno un reddito di 15mila euro annui. In queste situazioni anche i creditori hanno poca scelta. Ecco che il servizio, funziona soprattutto per i casi disperati, quelli da cui i creditori si sono rassegnati a ottenere proprio poco o niente.