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Perchè nonostante la manovra lo spread non scende?

Posted on 06 febbraio 2012 by Katia

MontiL’ Italia ha ancora tanti problemi irrisolti ed i mercati ci giudicano con pregiudizio. Vanno convinti con i fatti. Lo spread ormai è come un vestito a più misure che l’ Italia indossa dopo essere ingrassata per colpa dei suoi conti pubblici, segnati nel “girovita” soprattutto dalle grandi abbuffate di debito pubblico e spesa che, senza crescita, l’hanno tarchiata. Mario Monti ed il suo governo tecnico hanno prescritto una dieta, probabilmente adeguata, maperchè questa abbia effetti evidenti e duraturi serve tempo. Ricordiamo infatti che lo spread è il differenziale tra il rendimento dei nostri titoli di Stato e quelli tedeschi e, quindi, misura la distanza tra quello che siamo e quello che dovremmo essere.

Ogni giorno, sui mercati internazionali, l’Italia si presenta con la sua mole di problemi irrisolti e, per quanti sforzi annunci di fare, gli investitori la giudicano ormai con pregiudizio. La manovra “salva-Italia” taglia poco la spesa, ma in compenso aiuta le banche e aumenta le tasse senza offrire segnali di reale volontà di lottare contro l’evasione fiscale, se si esclude un blitz a Cortina. Da questo, guardando gli effetto piuttosto che le cause, si può dire con malizia che per Monti lo spread alto è una fortuna: i partiti restano tranquilli e a prendere in mano la situazione non ci tengono. Monti ed i suoi assistenti  governano cercando di fare quello che devono. Ma il fatto è che resta una differenza anche qui, tra quello che vorrebbero e quello che riescono a fare. In fondo inutile anche a dire che non c’è “condanna” più frustrante di una bilancia che segna un peso riluttante a scendere perchè nessuno fa abbastanza per ridurlo. Sia chiaro ovviamente, che la colpa non è mai solo ed esclusivamente della “bilancia”. Ricordiamo infatti che il picco dello spread è stato registrato lo scorso 9 novembre, oggi è attorno ai 500 punti.

 

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Reddito: come funziona l’Equometro?

Posted on 14 dicembre 2011 by Katia

EquometroLa Provincia di Reggio Emilia ha messo a punto un metodo informatico per individuare abusi nell’accesso ai servizi pubblici. E inizia ad esportarlo. Tra gli effetti dell’enorme evasione fiscale c’è quello che spesso gli aiuti dello stato sociale finiscono proprio ai furbi che riescono ad aggirare i parametri Isee (indicatore della situazione economica equivalente) la cui formula risale al 1998. Secondo il rapporto 2011, ci sono state oltre 7 milioni di denunce Isee, per un totale di oltre 18 milioni di cittadini che a vario titolo ricevono agevolazioni: ed i controlli non superano il 10 per cento del totale. Così è stato messo a punto un nuovo strumento, l’Equilometro, basato su un algoritmo che tiene conto di alcuni indicatori dello stile di vita per determinare il diritto o meno alle erogazioni agevolate di servizi pubblici.

Ma come funziona l’ Equilometro? Oltre al reddito, occorre dichiarare il possesso o la disponibilità di autoveicoli e di natanti; inoltre si considerano gli abbonamenti a palestre, centri benessere, giornali, riviste, pay-tv, partite di calcio allo stadio; poi l’algoritmo esamina la tipologia di abbonamento al cellulare e soprattutto, calcola il possesso di immobili dal valore commerciale e catastale. In ogni caso, si deve considerare non solo il possesso ma anche la disponibilità del bene, con l’obiettivo di togliere i sussidi a chi sta facendo il furbo dandoli a chi ne ha effettivamente bisogno. L’ Equilometro chiederà anche il riassunto scalare del conto corrente, per evitare che la gente svuoti il conto e presenti solo il saldo. Il solo problema è che pero’ anche questo nuovo meccanismo si basa, come l’Isee su l’autocertificazione, e se uno mente? A questo punto ancora ci stanno lavorando. Insomma, le pubbliche amministrazioni le stanno provando tutte per recuperare l’evasione e l’Equometro può essere uno strumento utile. Anche se ci sono dei dubbi: se una persona ha un basso reddito e comunque va in giro con l’iPhone, non è ideologico punirlo?

 

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SANZIONI A CHI SANZIONA

Posted on 11 maggio 2011 by admin

Il Ministro dell’Economia Tremonti è intervenuto sulla questione dei controlli per combattere l’evasione fiscale e ha più volte sottolineato che chi controlla deve avere un comportamento corretto e leale, sulla falsariga di queste dichiarazione l’Agenzia delle entrate ha emanato una circolare ai propri dipendenti in cui si evidenzia che vi saranno sanzioni per chi esagera nel porre in essere controlli fiscali.
Il direttore dell’agenzia ha richiamato i propri dipendenti ad essere leali e corretti, bisogna sì rispettare la legge, ma sempre in un alogica di rispetto per le persone, in questo caso i contribuenti; questo è in sintesi il contenuto di questa circolare che, però, non si limita solo a questo richiamo, ma fornisce indicazioni precise.
Se un accertamento non ha fondamento, se si rileva che il contribuente è in buona fede, non bisogna “accanirsi” e cercare ad ogni costo eventuali evasioni commesse, cosa da sottolineare è che nella circolare si precisa che “queste non sono indicazioni, ma regole precise da seguire”.
Negli ultimi anni la lotta all’evasione fiscale si è intensificata e questo dato dipende da molti fattori non ultimo e forse primo, quello di recuperare fondi in un periodo di crisi economica.
Pochi mesi fa il Direttore dell’Agenzia aveva annunciato che per rendere i controlli sull’evasione più capillari, i funzionari avrebbero utilizzato anche i social network come face book per sondare lo stile di vita degli italiani ed indagare eventuali incongruenze tra questo dato e le dichiarazioni dei redditi, una misura e una scelta molto dura che è stata anche contestata perché potenzialmente lesiva della privacy delle persone.
In questi giorni, invece, questa circolare sembra muoversi in contro tendenza rispetto alle misure dure per combattere l’evasione, una circolare “strana” perché impone ai funzionari il rispetto, la lealtà, la correttezza nelle indagini, tutti aspetti che già la legge prevede e che non necessitavano di essere evidenziati in una circolare, certo è che, se il Direttore dell’agenzia ha avvertito la necessità di porre in essere questo atto, potrebbe significare che ha riscontrato delle “irregolarità”, ma questa è solo una supposizione.

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