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Come Prevedere i Conti e Risparmiare

Posted on 11 aprile 2011 by Katia

Una gestione più oculata può certamente rimettere in sesto un bilancio familiare in rosso. Tutto comincia da una attenta analisi delle spese principalmente quelle che riguardano le vacanze ed i viaggi che in momento di ristrettezze vanno ridimensionate. In effetti pianificando si puo’ risparmiare, un esempio, riguarda proprio i viaggi, nello specifico quelli in treno, infatti se acquisti il biglietto fino a 15 giorni prima della partenza il vantaggio è di circa il 30% e fino a sette giorni del 15%. Un altro modo efficace per prevedere e gestire i conti è quello di annotare in modo chiaro tutti i redditi certi e le entrate. Ogni mesi, infatti, occorre valutare bene quelle che sono le entrate da lavoro dipendente o della pensione, le entrate da lavoro autonomo, che possono a volte, anche essere cumulate con le prime, i vitalizi, gli assegni di mantenimento, le rendite immobiliari come possono risultare gli affitti. Oltre a questo, non dobbiamo dimenticare una o due volte l’anno le entrate quali interessi dei titoli di Stato o delle obbligazioni, nonchè gli interessi bancari o postali, i dividendi azionari ed i rimborsi fiscali. Possiamo poi iniziare anche a farci delle domande, ad esempio, sappiamo quanto spendiamo in tasse e bollette? Oppure per la benzina? Ecco quindi l’esigenza di prevedere i costi e risparmiare. Ogni famiglia infatti ha bisogno di un bilancio familiare per monitorare l’afflusso e l’uscita esatta di denaro ogni mese. Una delle prime mosse da fare è quella di organizzare e ordinare tutti quelli che sono i documenti, poi, occorre analizzare le entrate del nucleo familiare, comprese le “entrate extra” ovvero, tredicesime, quattordicesime, rimborsi fiscali, ecc. Altro passo importante è quello di annotare sempre ogni mese le entrate e le uscite come le bollette di acqua, luce, gas, ecc. Sulla base delle entrate residue mensili/annuali, poi, si puo’ calcolare quanto è possibile risparmiare, questo permette di poter stabile con maggiore precisione ed anche tranquillità quelle che possono essere le spese future, cioè si potrà avere una chiara ed attendibile pianificazione delle uscite rivolte ai mesi futuri.


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Come chiedere un aumento di stipendio

Posted on 01 settembre 2010 by admin

Ogni lavoro ha la sua retribuzione, ma se non vi sentite sufficientemente apprezzati e vi pare che il vostro stipendio sia ingiusto se paragonato al vostro contributo in azienda, potrebbe essere giunto il momento di chiedere un aumento.

Non è una cosa facile, vediamo di darvi alcuni consigli utili per evitare di incorrere in problemi di varia natura.

Intanto iniziamo col dire che il momento migliore per chiedere una retribuzione più elevata è, paradossalmente, proprio quello dell’assunzione, la contrattazione individuale che avviene in fase di assunzione può, se naturalmente avete già maturato un’esperienza e sviluppato delle competenze utili, farvi portare a casa, da subito, una cifra più alta. Alzarla in seguito, sarà invece molto più difficile, ma comunque, come stiamo per vedere, possibile.

Come prepararsi alla richiesta di aumento?

Organizzate le vostre argomentazioni e riflettete fin da subito sulle possibili reazioni e domande del vostro interlocutore. Fate bene i conti e magari simulate vari scenari possibili, per esser pronti, qualunque strada prenda la discussione.

Cosa fare durante il colloquio

Parlate dei profitti che avete contribuito a portare all’azienda e di tutto ciò che avete raggiunto da quando lavorate in quella posizione. Alla fine parlate della questione stipendio, ma senza insistere su una somma ben precisa, e ricordatevi sempre di esponete con chiarezza i vostri obbiettivi professionali per il futuro..

Cose da evitare

  • Evitate di parlare di una cifra precisa.
  • Aspettate che il vostro superiore proponga lui una cifra.
  • Non ricattate il vostro principale in nessun modo e per nessun motivo.
  • Non fate mai paragoni con altri dipendenti e con la loro retribuzione.

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Italiani poveri o evasori?

Posted on 01 aprile 2010 by admin

Secondo il dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia, la metà degli italiani dichiara al fisco un reddito annuo non superiore ai 15mila euro.
I dati emergono dalle prime statistiche sulle dichiarazioni Irpef presentate nel 2009, relative al periodo d’imposta 2008.
Circa la metà dei contribuenti dichiara non oltre 15mila euro annui e circa due terzi non più di 20mila euro“.
Meno dell’1% dei dichiaranti, 418 mila su 41,8 milioni, supera i 100mila euro, pagando quindi il 18% del totale delle imposte.
Il 52% è pagato invece dal 13% dei contribuenti con redditi oltre i 35mila euro, soprattutto lavoratori autonomi.
Da notare che mediamente i dipendenti dichiarano più degli imprenditori e che i pensionati sarebbero più ricchi dei negozianti.
Sarà vero?
Sicuramente chi lavora in proprio sa bene che tra spese, crisi, ecc… Guadagnare non è facile. La libertà si paga.

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