Posted on 27 luglio 2011 by admin
Il pareggio di bilancio è un obiettivo importante che il Governo italiano sta cercando di raggiungere, è un passo fondamentale per un corretto funzionamento della “cosa pubblica” perché garantisce un equilibrio costante tra le entrate e le uscite.
Si prevede che nel 2014 si possa raggiungere questo agognato sogno, ma come?
Tutti sappiamo che siamo in un momento di profonda crisi, che il debito pubblico è alle stelle, insomma tutto lascia prevedere che questa rimanga una mera utopia.
Ma il governo crede nella possibilità di raggiungere questo traguardo, lo strumento è quello di reperire 14 miliardi di euro entro il 2014, una cifra considerevole che però non sembra spaventare il Ministro Tremonti.
Il Titolare del Dicastero dell’Economia crede nella fattibilità della operazione ed ha già individuato alcuni settori in cui si potrebbe procedere a dei tagli per recuperare le risorse necessarie.
I settori in questione sono quelli degli assegni di accompagnamento e delle pensioni di reversibilità, sono due materie molto delicate anche perché riguardano spesso, persone che non vivono in una condizione economica agiata per cui il risultato positivo di colpire gli sprechi è pari al rischio di privare delle persone di importanti paracaduti sociali.
Se il Parlamento, nei prossimi mesi, non darà al governo la delega per intervenire in questi settori, il Ministro Tremonti ha già pronto un piano B: si tratta delle detrazioni fiscali, un campo di azione che nel corso degli anni è andato sempre più ampliandosi ricomprendendo tanto, per fare un esempio le spese per le medicine, quanto le spese per il mangime per i cani.
Anche qui sarà difficile intervenire, le detrazioni fiscali riguardano tanto persone agiate, quanto persone in gravi difficoltà che considerano questo strumento molto importante per garantire il pareggio del bilancio familiare.
Insomma, il governo sarà alle prese con una sfida molto difficili, la cosa importante, per il momento, è che la questione del pareggio di bilancio sia vista come un grave problema e già questo è un dato positivo.
Posted on 20 giugno 2011 by admin
Nel primo quadrimestre del 2011 sale del 2,58% il debito pubblico delle amministrazioni statali, è quanto riferisce Bankitalia, lanciando l’ennesimo allarme sui conti in Italia.
Stessa situazione per gli enti locali dove il debito sale intorno al 3%; le Aree dove si registra con maggiore rilevanza questo fenomeno sono le Isole e le Regioni del Nord Ovest e del Centro del Paese.
Unica nota positiva è la crescita delle entrate fiscali che segnano un 6% in più rispetto al 2010.
La situazione die conti in Italia è allarmante, colpisce che tra le aree del Pase dove si registra l’aumento del debito pubblico siano ricomprese anche zone dove ancora esiste una produzione industriale e l’economia non è ferma al palo come nel Mezzogiorno.
Le ragioni di questa crescita del debito sono tante, possiamo pensare agli sprechi o per meglio dire alla mancanza di razionalizzazione delle spese compiute dalle amministrazioni, ma è chiaro che declinare tutte le responsabilità in quest’unica causa è riduttivo.
Il debito pubblico ha radici lontane, è un sistema di amministrare la cosa pubblica che si è formato e radicato nel tempo, il punto è quello di capire come scardinare questo trend ed invertire la rotta.
Le tre E, economicità, efficacia ed efficienza, questi tre parametri che dovrebbero segnare la gestione della cosa pubblica sono ben lungi dall’essere ancora pienamente applicati ed in più, c’è il problema anche di ripagare, di come far fronte al pagamento di questi debiti.
L’impegno che negli anni ha assunto il Governo ed in particolare l’Agenzia delle Entrate di operare con maggiore rigore per stanare gli evasori sta portando a dei buoni risultati, ma i maggiori introiti derivanti dal gettito fiscale sono una goccia nel mare se non affrontiamo due temi fondamentali: come razionalizzare le spese e come pagare i debiti, questi sono i problemi, queste sono le sfide e gli obiettivi che la politica economica dovrebbe porsi.
Posted on 03 gennaio 2010 by admin
L’anno che viene, il 2010, sarà un momento storico cruciale per i debiti pubblici di parecchie nazioni dell’Unione Europea. Le più note agenzie di rating, Moody’s e Standard & Poor’s, hanno rivisto al ribasso la loro valutazione del debito pubblico greco. Saranno anche altre nazioni europee, come Italia, Germania e Francia, gli altri attori sulla piazza europea, per quanto riguarda il fabbisogno: si contano oltre mille miliardi di euro. La scadenza dei finanziamenti pubblici, per il 2010, vedranno diversi stati europei alle prese con degli esborsi notevoli: Francia ed Italia, ad esempio, dovranno rimborsare rispettivamente 148,5 e 222,7 miliardi di euro. Ma anche nel privato, sicuramente, l’indebitamento non è certo da sottovalutare: difatti, vi è stata una notevole emissione di obbligazioni; tutto debito che non ha una valutazione attendibile e, di conseguenza, qualitativamente pessimo. In genere, questa massa di debiti è stata contrattata mettendo a garanzia del patrimonio immobiliare; e grazie al basso costo del denaro, finora, è andato tutto bene. Ma non si può scommettere su un futuro costruito sui bassi tassi di interesse, senza un consolidamento dei debiti. Il presidente della Banca Centrale Europea, Trichet, lo ha ricordato ai Governi europei.