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La crisi, le banche, i risparmiatori

Posted on 28 agosto 2011 by Katia

La crisi, le banche, i risparmiatoriSi pensa che l’attuale crisi economica non abbia e non conosca precedenti, in effetti si trascina da anni e quello che cambia sono solo le nostre speranze le quali diventano sempre piu’ deboli.Tra le diverse cause la lui evidenziate e discusse è stata la crescita economica dei primi anni ’90 sostenuta e basata sull’indebitamento eccessivo sia dei cittadini che degli Stati, ha alimentato speculazioni di vario tipo che vanno da quelle immobiliari fino a quelle puramente finanziarie. A tale proposito le banche sembrano avere colpito anzi, “iniziato”, questa crisi e sempre da esse, per alcune dipende o puo’ dipendere la vera ripresa, anche se molto demerito è stato dato alla politica. I fatti dell’economia sono argomento che suscita oggi un’attenzione del grande pubblico assai maggiore rispetto all’ordinario, attesa la, a dir poco, difficile congiuntura internazionale. Avuto riguardo a quest’ultima,  non vi è dubbio che un  dato ad essa centrale  è lo stato del sistema creditizio, le cui gravi carenze sono state uno dei detonatori della crisi che dagli Stati Uniti si è propalata nel mondo “globalizzato”. In molti infatti sostengono che la colpa sia tutta o quasi della globalizzazione, una specie di “matassa” confusa, che invece di srotolarsi ha creato ed ingarbugliato ogni cosa, compresi i processi industriali e quindi i posti di lavoro.

“Sembra che in Italia non si respiri piu’”.  Per quanto riguarda i risparmiatori, che sono considerati “l’anello debole” della catena, c’è chi sostiene che in Italia il debito pubblico negli ultimi venti anni si è mosso comunque nella fascia tra il 100 e il 120% e non presenta un andamento altrettanto preoccupante di quello greco e questo dovrebbe tranquillizzare i piccoli risparmiatori. In verità sono anni che si parla di ripresa ma se resta la paura, è difficile trovare il coraggio di ritornare ad investire ed il coraggio non è qualcosa che si puo’ ripristinare soprattutto quando, in alcuni casi, si è perso molto o addirittura tutto.

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Riscossione: salvi dai pignoramenti beni strumentali e prime case

Posted on 07 giugno 2011 by Katia

salvi dai pignoramenti beni strumentali e prime case

“Lavori in corso” sulla riscossione; le imprese chiedono meno fermi amministrativi sui beni strumentali, quelli cioè funzionali alla produzione: macchinari,attrezzature, pc. Se infatti la stretta da parte dell’agente della riscossione si è concentrata su questi elementi, l’azienda incontra non poche difficoltà a rimettersi in carreggiata, e quindi a sanare quel debito con il Fisco che ha determinato la situazione. Tra le soluzioni che stanno prendendo in considerazione i tecnici del ministero dell’ Economia ci sarebbe l’dozione di interventi esecutivi piu’ graduali e, soprattutto, di soluzioni che tutelino la prima casa (per le persone fisiche) ed i fattori di produzione (per le società).

Il mondo delle imprese sollecita anche le modifiche alle modalità di determinazione degli aggi della riscossione e della rateizzazioni. Per queste ultime, la proposta è quella di termini più flessibili, piu’ in linea con le esigenze e la condizione di mercato in cui versa la singola impresa. L’esigenza di apportare alcune correzioni al meccanismo della riscossione è emersa dopo le proteste che nei giorni scorsi hanno messo nel mirino Equitalia e dopo l’apertura del ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti, al convegno celebrativo del decennale delle Agenzie Fiscali, il quale ha messo in evidenza la necessità di un “sistema fiscale piu’ vicino alla condizione reale dei cittadini”. Per ora il Dl 70/2011 prevede delle semplificazioni fiscali, allo scopo di ridurre gli adempimenti che gravano su imprese e cittadini: dai controlli amministrativi in forma d’accesso unificati, al massimo con cadenza semestrale e non oltre i 15 giorni, in tutti i casi in cui la verifica è svolta presso la sede di imprese in contabilità semplificata e presso lavoratori autonomi. Il provvedimento prevede anche un accertamento esecutivo piu’ “soft” in caso di richiesta di sospensione, che sarà accertata non prima dalla pronuncia del giudice sulla richiesta della sospensiva, e comunque decorsi i 120 giorni dalla data di notifica. Speriamo altrimenti, come nell’immagine, “venderemo e affitteremo alberi”.

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LA SITUAZIONE GRECA

Posted on 09 maggio 2011 by admin

La crisi dei Paesi dell’Eurozona non sembra trovare fine, ad alimentare la situazione di incertezza, una voce che sta circolando e secondo cui il Governo greco starebbe pensando ad uscire dall’Eurozona.

La notizia è stata riportata dal quotidiano tedesco Der Spiegel che evidenzia questa volontà del Paese ellenico, la notizia è stata immediatamente smentita dal Governo greco e da fonti di Bruxelles.

Purtroppo, che la notizia sia fondata o infondata, ha poca importanza, queste voci hanno determinato, infatti, una perdita di quasi l’1 per cento dell’euro rispetto al dollaro, una variazione significativa e che la dice lunga sullo stato economico dell’Europa (basta infatti un’indiscrezione per far perdere punti all’euro).

In ogni caso la situazione economica greca rimane molto critica, la Grecia, infatti, è uno dei Paesi dell’Eurozona, insieme all’Irlanda e al Portogallo ad aver risentito maggiormente della crisi economico e finanziaria, il debito pubblico del Paese ellenico è alle stelle ed attualmente si stanno studiando misure economiche per aiutare l’economia greca, fermo restando che occorre una restrizione decisa della spesa pubblica.

In sostanza, la situazione è molto grave e a prescindere dalla veridicità delle fonti possiamo abbozzare questa sintesi: la Grecia è alle prese con una profonda crisi, ha bisogno degli aiuti dell’Europa, ma l’Europa chiede in cambio precise garanzie su di una ristrutturazione della spesa pubblica, quest’ultimo punto incontra il malumore della popolazione greca e il Governo greco, si ha come l’impressione, che stia tra l’incudine e il martello, tra un’Europa che chiede tagli alla spesa in cambio di aiuti ed una popolazione arrabbiata.

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