Con le Borse che registrano risultati altalenanti e la crisi economica che sembra ancora forte nell’ambito dei Paesi dell’Eurozona, la politica europea deve fare i conti anche con un altro problema, con il credit default swap.
Il credit è un contratto in base al quale un soggetto, A, paga periodicamente una somma a B e B in cambio, si impegna a rifondere ad A il valore di un titolo C nel caso in cui il debitore C va in bancarotta.
In sostanza A ha comprato l’obbligazione emessa da C e vuole essere sicuro che alla scadenza, C rimborsi il capitale, è un contratto quindi che è una forma di polizza assicurativa per A; poste queste premesse, in questi giorni si sta ponendo il problema che questo tipo di accordi manca ancora di trasparenza e chiarezza ed inoltre sono in agguato le speculazioni.
L’Europa sta in particolar modo cercando di far luce nel settore dei credit sul debito sovrano, sono in corso delle speculazioni sulle assicurazioni contro il default di alcuni Paesi in crisi come la Grecia che minano la stabilità economica e finanziaria dell’Europa.
Inutile dire che il Parlamento Europeo ha espresso posizioni molto dure contro queste forme di speculazioni, ma la situazione è ancora confusa, manca una normativa rigida a livello europeo che sappia far fronte a queste distorsioni del mercato.
Il punto centrale è quindi, che il credit, da contratto che costituisce una sorta di polizza assicurativa per il soggetto che decide di acquistare un’obbligazione, rischia di divenire una forma di scommessa, una mera speculazione in base alla quale il soggetto A gode dei benefici dalla bancarotta di C.
La domanda è sempre la stessa: a fronte di questa situazione e a fronte della crisi economica che imperversa soprattutto in Grecia chi è il creditore e chi è il debitore? Questa è la domanda essenziale e grottesca che fotografa lo stato attuale.



