Posted on 06 dicembre 2009 by admin
Oramai siamo quasi agli sgoccioli del Natale e gli Italiani iniziano a cercare il regalo più giusto da fare al rispettivo patner, amico o familiare. Per quest’anno è previsto che la popolazione italiana spenderà circa 20 miliardi di euro, utilizzando le tredicesime. Da un sondaggio effettuato da Confesercenti – Swg emerge che sette sarà il numero dei regali in media che ognuno farà.
Circa il 12,3 milioni di italiani pensa ad un Natale improntato alla speranza. Due punti in meno rispetto all’anno scorso, invece il numero di chi pensa a feste “austere” (14%) e di 5 punti quello di chi lo prevede difficile (16%). Nonostante l’anno di crisi, insomma, la maggioranza degli italiani, circa il 53%, non vede grandi differenze rispetto alla fine del 2008 ed anzi cresce dal 21 al 25% il pronostico di un Natale migliore, mentre coloro che lo valutano peggiore si assottigliano passando dal 29% del 2008 al 22%.
Perciò, nell’insieme, gli italiani utilizzeranno i 39,3 miliardi di tredicesime ancora una volta distribuendole fra un 15% dedicato ai regali, un terzo per la casa (tra cui il mutuo), un quinto per il risparmio. Naturalmente, non vanno dimenticate le altre spese per casa e famiglia: 33% della tredicesima verrà speso per questo. Il risparmio segue con un 21% e un 19% verrà destinato per pagare le spese rimaste in sospeso.
Posted on 03 novembre 2009 by admin
Le piccole imprese stanno vivendo con estrema difficoltà l’attuale crisi economica mondiale: per bocca del presidente della Piccola industria di Confindustria, Giuseppe Morandini, gl’imprenditori delle piccole imprese si fanno sentire, denunciando una forte mancanza di commesse, che è in grado di paralizzare tutto un sistema produttivo. Difatti, viene ricordato a più riprese e da più parti, il sistema economico italiano è basato sulla piccola impresa, a differenza di tanti altri paesi.
Secondo una ricerca effettuata dall’Università di Perugia, le piccole imprese si posso suddividere, all’incirca, in terzi: un terzo che fattura e va bene, un terzo che attende la ripresa e un terzo, invece, in forte difficoltà.
Il presidente della Piccola Industria, Morandini, ritiene che la proposta di ridurre il peso dell’irap, fino alla sua totale abolizione, sia una buona idea; lo stesso, tuttavia, ritiene che si debba aspettare delle misure concrete che sortiscano risultati sui bilanci delle imprese.
Moradini, inoltre, ritiene che per la categoria degl’imprenditori non sia molto stimolante vivere in un paese dove si è persa la voglia di competizione e di sfida verso il futuro, facendosi piuttosto trascinare dallo sviluppo imposto dagli altri paesi.
Posted on 21 settembre 2009 by admin
Dai dati che ci sono pervenuti dall’Istat, parrebbe che l’industria Italiana abbia ripreso il suo percorso con un leggero sprint. I dati del mese di Luglio, per esempio, ci riportano un incremento del 3,2% su base mensile, e questo sarebbe il migliore dato da gennaio 2008. Inoltre, rispetto al mese di giugno, si è registrato un incremento dello 0,7%.
C’è da dire che rispetto ai dati registrati con il bilancio di luglio 2008, si segnala ancora in rosso poiché c’è un -21,7% per il fatturato e un -23,2% per gli ordini. I dati, però, non fanno rassegnare il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, che da ottimista dice: “Si rafforza la ripresa, ora dobbiamo accelerare al massimo per sostenere le imprese e l’occupazione ed evitare contraccolpi sul mercato del lavoro”.
Ma ora andiamo a vedere nel dettaglio come si stanno comportando le industrie italiane, ed in particolare l’industria dell’auto.
L’industria dell’auto, purtroppo, ancora non è riuscita ad invertire la rotta, però ha rallentato la sua caduta: infatti, con il mese di luglio si è registrato un calo del 25% rispetto al 27,3% di giugno, mentre che gli ordinativi hanno registrato un calo del 21,8% rispetto al 28,9% di giugno.
Non bisogna dimenticare, però, il venduto all’estero ha aiutato l’industria italiana. Infatti, il fatturato sul mercato non italiano è cresciuto del 2,7%, mentre sul mercato interno è diminuito di 0,1%. Gli ordinativi, invece, hanno registrato un incremento del 15,6% sul mercato estero, mentre che nel Bel Paese si è registrato un calo del 2,9%.
Secondo voi, cari lettori, in quanto tempo ce la faremo a riprenderci definitivamente da questa crisi che ha travolto tutti e tutto?
Posted on 08 settembre 2009 by admin
E’ allarme rosso in Belgio per le prospettive dei conti pubblici in seguito agli effetti devastanti della crisi economica mondiale.
Per il ministro del bilancio, Guy Vanhengel, paragonando i conti pubblici a quelli di un’azienda, si potrebbe parlare di una situazione di ‘fallimento virtuale del Paese‘.
Quella lanciata da Vanhengel è una provocazione, spiega oggi in prima pagina Le Soir, principale quotidiano francofono, un segnale d’allarme destinato a mettere in evidenza la necessità di porre rimedio alla situazione con misure straordinarie e rivoluzionarie al fine di tagliare la spesa pubblica del 20%.