Posted on 21 aprile 2011 by admin
La Banca Centrale Europea, in un comunicato, ha sottolineato che in tutto l’arco del 2011, l’inflazione si dovrebbe attestare sopra il 2 % con riferimento ai Paesi dell’Eurozona.
Questa previsione si basa sulle analisi del prezzo del petrolio che dovrebbe continuare a salire, i rincari delle materie prime energetiche hanno un ruolo centrale per capire l’andamento dell’inflazione e sicuramente le tensioni politiche che stanno scuotendo il Nord Africa non portano a fare riflessioni positive in questo senso.
Per quanto riguarda l’occupazione, la BCE ritiene che il tasso di disoccupazione potrebbe subire un calo in vista di una sensibile crescita dei settori industriale e dei servizi, l’Istituto rileva inoltre, che questa crescita è «un segnale incoraggiante per la disoccupazione nell’area dell’euro nei prossimi mesi». A febbraio il tasso di disoccupazione nell’area euro è diminuito al 9,9% dal 10% di gennaio.
Siamo in presenza di un’Europa scossa politicamente ed economicamente dal caos politico del Nord Africa e da una crisi economica che ha avvolto molti Paesi industrializzati, la sensazione è però, che l’Europa sia in grado di darsi una scossa, e di garantire la stabilità del sistema bancario ed economico; un duro colpo è stato apportato dalle crisi economiche del Portogallo, della Grecia e dell’Irlanda, i Paesi sono sostanzialmente in bancarotta e l’Europa si è trovata, insieme al Fondo Monetario Internazionale, a dover erogare delle ingenti somme di denaro, ma sembra che questi scossoni non abbiano destabilizzato tutto il “Sistema Europa”.
Nel corso di questi mesi, si sono succedute moltissime riunioni tra i vari Capi di Governo per analizzare e porre rimedio alle crisi specifiche degli Stati sopramenzionati e più in generale ad elaborare strategie di politica economica per ridare fiducia all’economia europea.
Occorrerà vedere nei prossimi mesi l’evolversi della situazione internazionale per capire lo stato di salute economica dell’Europa.
Posted on 16 marzo 2011 by admin
La difficile situazione internazionale, in particolare nel nord Africa, ha portato ad un aumento molto significativo del costo del petrolio e di altre materie prime, che si ripercuote sull’inflazione, che rialza così la testa e mette in allarme la BCE (Banca Centrale Europea).
I banchieri di Francoforte fanno la voce grossa e minacciano un rialzo del costo del denaro, il primo da due anni e mezzo a questa parte. Oggi le famiglie italiane sperimentano le conseguenze di questa difficile situazione alla pompa della benzina, ma domani se ne accorgeranno al momento di pagare la rata del loro mutuo a tasso variabile.
Una situazione simile i mutuatari italiani l’hanno già sperimentata nell’estate del 2008: anche allora il prezzo del petrolio era salito alle stelle e anche allora la BCE aveva reagito con un rialzo dei tassi che aveva messo in notevole difficoltà migliaia di famiglie.
Oggi tuttavia la situazione generale è molto diversa, e l’impatto sulle rate dei nostri mutui dovrebbe essere marginale, anche se la situazione è davvero complessa e merita quindi grande attenzione.
Posted on 13 marzo 2010 by admin
Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, intervenendo al Forum di Confcommercio a Cernobbio, è tornato sul sempre attuale tema della crisi economica, ribadendo ancora una volta che la situazione italiana è migliore rispetto a molti altri paesi europei.
Tremonti ha affermato di sapere bene che ci sono società, famiglie e persone che hanno grossi problemi a tirare avanti, ma nel complesso il sistema Italia tiene.
Tuttavia emerge una preoccupazione da parte del ministro, secondo il quale s’è parlato troppo di strategia di uscita dalla crisi, trascurando dei temi più importanti.
Tremonti ha usato a riguardo una metafora, paragonando il management aziendale ai passeggeri di prima classe del Titanic che, come gli altri, non si sono salvati dal disastro. «Se sei in un paese solido, ricco e stabile» è illusorio pensare di salvarti dai guai degli altri perché «di ritorno ti arrivano gli stessi effetti».
In conclusione ha però sottolineato che nelle istituzioni europee si è avviata «una riflessione comune» sulle possibili nuove regole e istituzioni anti-crisi «impensabile fino ad un anno fa».