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Il denaro costa di più

Posted on 20 dicembre 2011 by Katia

Il denaro costa di piùI tassi dei mutui che crescono, gli istituti che chiedono a imprese e famiglie di restituire i prestiti. E’ tutta colpa del crollo di fiducia tra banchieri, che non vogliono rischiare. Così il denaro no gira e costa di più. Le banche europee non si fidano più delle altre banche, nè di quelle italiane, nè di quelle francesi o tedesche. E non si prestano più soldi l’una con l’altra. E’ una paralisi senza procedimenti del mercato della liquidità. Perfino la Bce inizia a dire qualche no e comunque, per finanziarti, ti fa pagare uno scarto di garanzia sui titoli che devi lasciare in deposito, uno scarto che riflette lo spread tra Btp e Bund.

Questa paralisi la paghiamo tutti noi: lavoratori dipendenti e autonomi, imprenditori, risparmiatori. Perchè i maggiori costi sostenuti dalle banche per finanziarsi si riflettono pari pari sui costi dei prestiti che chiediamo. Con tre fenomeni che stanno cambiando la faccia del sistema economico:

  1. più garanzie e tassi più alti di due o tre punti a carico di chi chiede soldi in banca;
  2. continue richieste dalle banche alle aziende, ma anche alle famiglie, di rientro o di rinegoziazione onerosa dei prestiti;
  3. un complessivo caro-tassi che si registra su tutti i prodotti, dai mutui casa ai prestiti personali.

Un mutuo casa che a luglio una famiglia pagava il 3,5 per cento, oggi può costare anche il 6. Per capire pero’ meglio cosa si intende quando si dice che “le Banche sono a corto di liquidità” è bene considerare che il denaro che i clienti versano alle banche per i loro conto correnti ed i loro investimenti non resta liquido nelle casseforti dei banchieri, ma viene vincolato agli investimenti cui lo si destina per farlo fruttare. Quando però qualche terza parte chiede alle banche soldi veri, le banche devono procurarsi soldi svincolati dagli investimenti in cui sono bloccati, perchè non hanno mai pronta in cassa la liquidità.

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La crisi, le banche, i risparmiatori

Posted on 28 agosto 2011 by Katia

La crisi, le banche, i risparmiatoriSi pensa che l’attuale crisi economica non abbia e non conosca precedenti, in effetti si trascina da anni e quello che cambia sono solo le nostre speranze le quali diventano sempre piu’ deboli.Tra le diverse cause la lui evidenziate e discusse è stata la crescita economica dei primi anni ’90 sostenuta e basata sull’indebitamento eccessivo sia dei cittadini che degli Stati, ha alimentato speculazioni di vario tipo che vanno da quelle immobiliari fino a quelle puramente finanziarie. A tale proposito le banche sembrano avere colpito anzi, “iniziato”, questa crisi e sempre da esse, per alcune dipende o puo’ dipendere la vera ripresa, anche se molto demerito è stato dato alla politica. I fatti dell’economia sono argomento che suscita oggi un’attenzione del grande pubblico assai maggiore rispetto all’ordinario, attesa la, a dir poco, difficile congiuntura internazionale. Avuto riguardo a quest’ultima,  non vi è dubbio che un  dato ad essa centrale  è lo stato del sistema creditizio, le cui gravi carenze sono state uno dei detonatori della crisi che dagli Stati Uniti si è propalata nel mondo “globalizzato”. In molti infatti sostengono che la colpa sia tutta o quasi della globalizzazione, una specie di “matassa” confusa, che invece di srotolarsi ha creato ed ingarbugliato ogni cosa, compresi i processi industriali e quindi i posti di lavoro.

“Sembra che in Italia non si respiri piu’”.  Per quanto riguarda i risparmiatori, che sono considerati “l’anello debole” della catena, c’è chi sostiene che in Italia il debito pubblico negli ultimi venti anni si è mosso comunque nella fascia tra il 100 e il 120% e non presenta un andamento altrettanto preoccupante di quello greco e questo dovrebbe tranquillizzare i piccoli risparmiatori. In verità sono anni che si parla di ripresa ma se resta la paura, è difficile trovare il coraggio di ritornare ad investire ed il coraggio non è qualcosa che si puo’ ripristinare soprattutto quando, in alcuni casi, si è perso molto o addirittura tutto.

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Come investire i soldi

Posted on 24 agosto 2011 by Katia

fondo etico

Un argomento questo interessante quanto ostico e difficoltoso, specialmente in questo periodo che sembra perdurare in negativo. Si parla spesso di ripresa, ma se diamo un’occhiata alla borsa, alle notizie di questi giorni che si susseguono è davvero difficile trovare una soluzione. Occorre tenere conto anzittutto del risparmio e dell’entità della somma da investire. C’è sempre meno fiducia nelle banche, perchè gli interessi non sono più quelli di un tempo, c’è persino chi pensa che il miglior metodo sia ancora quello dei nostri vecchi i quali mettevano i soldi “sotto il materasso”, eppure qualche soluzione c’è, ci deve essere per forza.

E’ in questo modo e per questi motivi che umenta l’interesse per forme d’investimento  che dirigono la loro attenzione, oltre che ai rendimenti, anche al come e al dove vengono investiti i soldi.Negli ultimi anni, con l’intensificarsi del dibattito sulla responsabilità sociale dei produttori, sull’ambiente e sulla globalizzazione, l’interesse dei risparmiatori è aumentato.
Il mercato risponde a questa esigenza ed il risparmiatore italiano si trova a disposizione circa una trentina di fondi  che si possono definire ‘etici’ .

Si tratta di strumenti molto differenti tra loro , non solo per il tipo d’investimenti, ma anche nella definizione di ciò che ne caratterizza l’eticità.Innanzi tutto vi sono fondi che selezionano i titoli su cui investire, creando il loro portafoglio in base ad una serie di criteri non economici, ma rispettando determinati valori,  per esempio escludendo  titoli di stato emessi da Paesi nei quali non vi è democrazia o dove non sono rispettati i diritti civili; oppure escludendo obbligazioni ed azioni di società che non rispettano i diritti dei lavoratori o che non rispettano determinati criteri ambientali; oppure escludendo obbligazioni ed azioni di società attive in settori come quello della produzione di armi, del tabacco, della pornografia, della produzione di organismi  geneticamente modificati o di energia nucleare ecc.

La scelta di investire in fondo etico è una scelta personale di guadagno.

 

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