Pagare in nero l’affitto di un’abitazione è una condizione molto diffusa in Italia, basti pensare agli studenti fuori sede che conoscono bene questo problema.
Con un recente intervento normativo, il Governo ha fornito degli strumenti in più agli inquilini per difendersi, infatti, il D.Lgs n. 23 del 2011 prevede che l’inquilino possa portare avanti la registrazione dell’affitto anche in assenza del contratto, costringendo il proprietario della casa a rimborsargli metà dell’importo.
Inoltre, l’inquilino che denuncia l’affitto in nero ottiene come ricompensa un canone di locazione molto basso e di durata quadriennale dal momento della registrazione.
C’è però una questione che va precisata: è vero che l’inquilino può da solo procedere alla registrazione dell’affitto, ma senza contratto come fa a provare di aver affittato una casa?
La prova può consistere, per esempio, nelle ricevute dei versamenti fatti al proprietario della casa o da qualsiasi altra circostanza da cui risulti che il soggetto è un inquilino.
Non è un’impresa semplice e per questo motivo il soggetto che decide di regolarizzare la propria posizione contrattuale deve tenere in conto la possibilità di affrontare un processo perché è di tutta evidenza che il proprietario di una casa, posto di fronte al fatto compiuto della registrazione dell’affitto, proverà a renderla nulla asserendo che con il soggetto che si definisce inquilino non vi è nessun accordo contrattuale.



