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Quando il deposito bancario è a rischio?

Posted on 24 dicembre 2011 by Katia

deposito bancarioSe il deposito bancario “dorme” da troppo tempo, allora è a rischio. Solitamente capita ai pensionati, ma non solo, che possiedono dei libretti di deposito bancari e postali, versati addirittura ai tempi dei loro nonni e genitori il giorno della nascita. Si tratta di depositi minimi, parliamo di circa mille lire l’uno, tenuti come ricordo dei propri cari. Passa il tempo e diventando anziani, appunto, e magari anche bisognosi, ci si interroga sul fatto se questi libretti sono stati rivalutati e se è possibile recuperare il nuovo valore. C’è però un problema sulla prescrizione dei depositi a risparmio. Per prescrizione si intende, in questo caso, l’estinzione del diritto a vedersi restituire le somme depositate a causa del trascorrere del tempo. Esistono due diversi orientamenti. Quello della Cassazione, a riguardo, è che la prescrizione inizierebbe a decorrere dal giorno della costituzione del rapporto, cioè da quello dell’ultima operazione compiuta. Trascorsi dieci anni dall’ultima movimentazione, pertanto, il risparmiatore perderebbe il diritto a vedersi restituire quanto versato. Bisogna comunque sottolineare come alcune pronunce di giudici di merito si siano però dissociate da tale impostazione aderendo alla tesi opposta secondo cui la prescrizione decennale può cominciare soltanto a decorrere soltanto da quando si verifica un fatto che dimostra che la banca non intende più adempiere al proprio obbligo di custodia.

Con tale adempimento, in base al regolamento dei “depositi dormienti”, l’istituto bancario dovrebbe inviare i depositanti a dare disposizione entro 180 giorni dal ricevimento della raccomandata che sono tenuti ad inviare. Il primo passo da compiere in questo caso, consiste nel recarsi presso l’istituto bancario o postale dove tali libretti erano stati accesi, e comunque verificare se il libretto di deposito sia stato inserito all’interno dell’elenco dei depositi dormienti istituito presso il ministero dell’ Economia. Se cos’ fosse la somma potrà essere richiesta direttamente al ministero purchè il periodo prescrizionale sopra indicato non sia ancora trascorso.

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Economie emergenti ed economia dell’Occidente

Posted on 08 giugno 2011 by admin

La crisi economica che ha interessato negli ultimi anni i Paesi occidentali a partire dall’America ancora non è passata, anzi, ci sono dei rigurgiti e dei focolai di scossoni finanziari anche nel primo Paese dove tutta la questione crisi ebbe inizio: l’America.

Gli Usa sembrano non aver trovato ancora un equilibrio interno, lo spettro dei mutui sub prime è ancora vivo cosi come viva è la preoccupazione di una nuova crisi.
In questa caotica situazione, emerge il dato interessante in base al quale le economie di Paesi in via di sviluppo come la Cina, il Brasile ecc… stanno crescendo a dismisura.

Un recente studio rileva che le giovani economie di questi Paesi ben presto saranno in grado di tenere il passo dei Paesi maggiormente industrializzati, anzi, si teme che le economie occidentali rimangano indietro rispetto all’avanzare forte e deciso di questi Paesi.

Come interpretare questi dati?

Da una parte potremmo dire che queste indagini testimoniano che l’Occidente deve riprendere a correre, è assolutamente necessario che l’economia dell’America e dell’Europa tornino su livelli importanti, questa indagine può anche avere un’altra chiave di lettura: in sostanza la crescita di Paesi come la Cina, il brasile, la Turchia e tanti altri è una crescita sulla carta, in un’economia globalizzata, fortemente competitiva e caratterizzata da continui spostamenti di flussi di denaro, potremmo interpretare questa crescita economica anche come il segnale di un fenomeno che non ha nulla a che vedere con lo sviluppo: gli investitori americani ed europei prendono in questi Paesi somme in prestito approfittando dei bassi tassi di interesse per poi investire questo denaro in attività lucrose e che diano profitto.

Letta in quest’ottica, la crescita economica dei Paesi sopramenzionati, è una grande bolla e come tutte le bolle ha due caratteristiche: è visibile e suggestiva e fragile, basta, infatti, un niente per scoppiare.

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Grecia ed Euro Stress

Posted on 22 febbraio 2010 by admin

La situazione della Grecia sta mettendo sotto stress non la tenuta dell’euro, che non è in discussione, ma i tassi di interesse quanto meno del debito, e la quotazione della nostra valuta rispetto ad altre monete internazionali.
L’euro è una moneta forte che resterà forte insomma, ma quanto ci costerà la crisi greca? Difficile dirlo, ma di sicuro questa crisi qualcosa sta insegnando. La prima cosa è che quando si truccano i conti prima o poi la cosa salta fuori e si viene scoperti, questo bisogna sempre ricordarlo.

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