Posted on 12 aprile 2011 by admin
Questi due termini sono presenti in ogni contratto di prestito, sono elementi centrali di un finanziamento perché riguardano i tassi di interesse che il debitore dovrà versare per la somma presa in prestito e il costo effettivo dell’intera operazione; il prestito, infatti, va visto e interpretato come un’operazione che non consiste semplicemente in una somma erogata dal creditore al debitore e nell’obbligo di quest’ultimo di restituire la somma corrispondendo anche un esborso aggiuntivo a titolo di interesse, ma si sostanzia anche in un’istruttoria, nell’invio di comunicazioni da parte dell’istituto che ha erogato il prestito, nella possibilità di recedere dal contratto o di estinguere il debito anticipatamente; insomma è un’operazione che ingloba tante piccole operazioni che hanno un costo per il debitore, è importante quindi sapere non solo che tasso di interesse viene applicato, ma anche quanto costano tutte le operazioni accessorie.
La rilevanza dei termini sopramenzionati sta proprio nel fatto di chiarire al debitore il valore dell’impegno che ha assunto nella misura in cui ha chiesto un prestito.
Il TAN, e cioè il Tasso Annuo Nominale Il T.A.N. rappresenta il “tasso puro”, ovvero la misura degli interessi passivi che bisogna corrispondere in un anno per il solo fatto di aver ottenuto la disponibilità immediata di una somma di denaro. Il tan, dunque, è utilizzato per calcolare l’importo delle rate.
Il TAEG, invece, rappresenta il “costo reale” del finanziamento, ovvero un indicatore che tiene conto di tutti gli elementi che influiscono sul costo effettivo. Il TAEG deve indicare per legge il reale costo del prestito. Per questo motivo il TAEG esprime in forma percentuale la somma complessiva che si andrà a rimborsare compresa delle spese accessorie.
E’ importante sapere che quando leggiamo che un prestito è a tasso zero, il tasso a cui ci si riferisce è il TAN, ma non il TAEG, perché generalmente c’è sempre un costo da sopportare per l’istruttoria e le altre operazioni accessorie.
Il TAEG, ha proprio la funzione di tutelare il consumatore, la tutela consiste nel renderlo consapevole dei costi che un’operazione di prestito comporta.
Alberto
Posted on 06 febbraio 2011 by admin
Si chiama Prestito della Speranza e si tratta di un’iniziativa delle Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana. Arrivato nel 2011 alla sua seconda edizione, questo particolare prestito prevede, secondo criteri diversi dal 2010, lo stanziamento di 30 milioni di euro, di cui 25 sono destinati al microcredito sociale e alle famiglie in difficoltà e 5 milioni alle piccole imprese.

Saranno le parrocchie ad individuare gli eventuali destinatari della somma di denaro, che per le famiglie non potrà superare i 6000 euro, erogabili a 500 euro al mese o secondo modalità che possono essere concordate caso per caso. Il finanziamento per le piccole imprese non potrà invece superare i 25000 euro e dovrà essere restituito in 5 anni, ad un tasso agevolato.
Per accedere al prestito, disponibile solo per coppie sposate, anche se con cerimonie civili o riti diversi da quello cattolico, rivolgetevi in parrocchia, se invece volete contribuire con una donazione potete effettuare un pagamento su uno dei conti indicati sotto.
c/c bancario Banca Prossima, IT19 Q033 5901 6001 0000 0006 893 intestato a C.E.I. Prestito della Speranza
c/c postale 96240338, indicando nella causale “C.E.I. – Colletta Prestito della Speranza
Posted on 27 settembre 2010 by admin
Diventare genitore non è facile, e tra i tanti aspetti da tenere in considerazione ci sono anche quelli economici, le spese legate all’arrivo di un nuovo membro in famiglia sono notevoli e continueranno per anni con la crescita del pargolo, sempre sperando non si protraggano troppo come spesso accade con i cosiddetti “bamboccioni”, ad ogni modo, crescere dei figli costa e, sopratutto in un periodo di crisi, diventare genitore è una scelta difficile.
Ma dallo scorso novembre qualcosa s’è mosso, c’è stata una novità positiva, è stato firmato un protocollo d’intesa tra l’Associazione bancaria italiana e il Dipartimento per le Politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio del Ministri, che ha previsto l’istituzione di un fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito delle famiglie, con un figlio nato o adottato negli anni 2009, 2010 e 2011, attraverso il rilascio di garanzie a copertura del 50% dei finanziamenti erogati.
Non si tratta di un bonus, ma di operazioni di prestito effettuate dalle banche e garantite dal fondo fino ad un massimo del 75% dell’eventuale insolvenza, tramite un apposito stanziamento di 25 milioni di euro.