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La piaga dell’affitto in nero

Posted on 06 agosto 2011 by admin

Pagare in nero l’affitto di un’abitazione è una condizione molto diffusa in Italia, basti pensare agli studenti fuori sede che conoscono bene questo problema.

Con un recente intervento normativo, il Governo ha fornito degli strumenti in più agli inquilini per difendersi, infatti, il D.Lgs n. 23 del 2011 prevede che l’inquilino possa portare avanti la registrazione dell’affitto anche in assenza del contratto, costringendo il proprietario della casa a rimborsargli metà dell’importo.

Inoltre, l’inquilino che denuncia l’affitto in nero ottiene come ricompensa un canone di locazione molto basso e di durata quadriennale dal momento della registrazione.

C’è però una questione che va precisata: è vero che l’inquilino può da solo procedere alla registrazione dell’affitto, ma senza contratto come fa a provare di aver affittato una casa?

La prova può consistere, per esempio, nelle ricevute dei versamenti fatti al proprietario della casa o da qualsiasi altra circostanza da cui risulti che il soggetto è un inquilino.

Non è un’impresa semplice e per questo motivo il soggetto che decide di regolarizzare la propria posizione contrattuale deve tenere in conto la possibilità di affrontare un processo perché è di tutta evidenza che il proprietario di una casa, posto di fronte al fatto compiuto della registrazione dell’affitto, proverà a renderla nulla asserendo che con il soggetto che si definisce inquilino non vi è nessun accordo contrattuale.

 

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Analisi economiche e socio-politiche sui bisogni pubblici

Posted on 30 luglio 2011 by Katia

Analisi economiche e sociopolitiche sui bisogni

L’analisi economica piu’ semplice, ma anche la piu’ vera, che solo in pochi vogliono prendere in considerazione, è data dalla forma piu’ elementare del minimo prezzo, ovvero: soddisfare tutti i bisogno pubblici che aiutano e sostengono i cittadini al minor costo possibile. Purtroppo invece sono sempre gli oneri ed i costi delle cattive gestioni ad incidere in maniera negativa, passando proprio attraverso i tributi. Il denaro pubblico è una risorsa fondamentale per il benessere di tutti ma la speculazione inibisce ovviamente il servizio e quindi non riesce ad individuare e sostenere nel giusto modo quelli che sono i bisogni pubblici.

I bisogni pubblici variano a seconda dell’ideologia politica e delle forze istituzionali. Resta inteso che il concetto di bisogno pubblico dovrebbe riguardare gli interessi del Paese e quindi dello Stato, inteso come valore di tutti i cittadini. Il compito del Governo dovrebbe proprio essere quello di sostenere i bisogni dei cittadini con finanziamenti pubblici. I bisogni pubblici devono essere soddisfatti dalla pubblica amministrazione attraverso l’erogazione di beni e servizi pubblici. Esistono infatti bisogni che solo lo Stato puo’ soddisfare, i quali rappresentano funzioni pubbliche essenziali ed esclusive, una fra tutte, la pubblica sicurezza dei cittadini. Ma esiste anche l’istruzione, i servizi sanitari,il servizio postale, i trasporti pubblici.

Il settore pubblico, a differenza di quello privato, non produce beni e servizi destinati alla vendita ma sono a disposizione dei cittadini ed il costo di questi servizi resta a carico dei cittadini tramite le tasse, ovvero i tributi e le scelte dello Stato sono a carico dei cittadini. Anche nel settore pubblico occorrono mezzi finanziari i quali vengono acquisiti dalla pubblica amministrazione attraverso le entrate pubbliche. La scienza della finanza corrisponde infatti alla disciplina che studia i bisogni collettivi dei cittadini e trova le “risposte” al fine di soddisfare quelle che sono le spese pubbliche.

 

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IL PAREGGIO DI BILANCIO

Posted on 27 luglio 2011 by admin

Il pareggio di bilancio è un obiettivo importante che il Governo italiano sta cercando di raggiungere, è un passo fondamentale per un corretto funzionamento della “cosa pubblica” perché garantisce un equilibrio costante tra le entrate e le uscite.

Si prevede che nel 2014 si possa raggiungere questo agognato sogno, ma come?
Tutti sappiamo che siamo in un momento di profonda crisi, che il debito pubblico è alle stelle, insomma tutto lascia prevedere che questa rimanga una mera utopia.

Ma il governo crede nella possibilità di raggiungere questo traguardo, lo strumento è quello di reperire 14 miliardi di euro entro il 2014, una cifra considerevole che però non sembra spaventare il Ministro Tremonti.
Il Titolare del Dicastero dell’Economia crede nella fattibilità della operazione ed ha già individuato alcuni settori in cui si potrebbe procedere a dei tagli per recuperare le risorse necessarie.

I settori in questione sono quelli degli assegni di accompagnamento e delle pensioni di reversibilità, sono due materie molto delicate anche perché riguardano spesso, persone che non vivono in una condizione economica agiata per cui il risultato positivo di colpire gli sprechi è pari al rischio di privare delle persone di importanti paracaduti sociali.
Se il Parlamento, nei prossimi mesi, non darà al governo la delega per intervenire in questi settori, il Ministro Tremonti ha già pronto un piano B: si tratta delle detrazioni fiscali, un campo di azione che nel corso degli anni è andato sempre più ampliandosi ricomprendendo tanto, per fare un esempio le spese per le medicine, quanto le spese per il mangime per i cani.
Anche qui sarà difficile intervenire, le detrazioni fiscali riguardano tanto persone agiate, quanto persone in gravi difficoltà che considerano questo strumento molto importante per garantire il pareggio del bilancio familiare.
Insomma, il governo sarà alle prese con una sfida molto difficili, la cosa importante, per il momento, è che la questione del pareggio di bilancio sia vista come un grave problema e già questo è un dato positivo.

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