Posted on 16 maggio 2013 by Katia

Potrebbe sembrare la versione rivisitata di un vecchi film a bianco e nero di Totò, invece è l’altra parte della nostra realtà rappresentata dalla nostra Italia che ogni tanto si inventa qualcosa per “campare”. L’idea di “magiare oggi e pagare domani”, o meglio, fra 8 giorni è sicuramente molto apprezzata ed apprezzabile ma se poi il cliente non ritorna a pagare, cosa succede? Infondo una volta che si ha la pancia piena, è difficile ricordarsi di pagare qualcosa che si ha già mangiato, no? Questa simpatica iniziativa contro la crisi è del pizzaiolo Gino Sorbillo: mangi la pizza oggi e la paghi tra otto giorni. “E’ il momento di essere solidali e di credere nella città e nei napoletani – spiega Sorbillo - In questo periodo di grande crisi economica e di collasso del sistema economico nazionale e internazionale come al solito al Sud si soffre più degli altri”.
“Mi ha molto colpito la vicenda del ladro con il volto scoperto e la pistola in pugno che ha sorpreso qualche giorno fa un utente all’uscita di una pizzeria a Casoria, alle porte della città, derubandolo soltanto delle quattro pizze che l’uomo aveva in mano… ‘Stasera mangeranno i miei figli’ ha detto il ladro e poi si è dato alla fuga”. La trovata è sicuramente molto apprezzabile, forse però questo pizzaiolo dall’animo gentile intende farsi un po’ di pubblicità e null’altro perchè poi se i clienti non ritornano a pagare, chi rischia di finire sul lastrico e restare senza soldi è proprio lui e probabilmente non troverebbe nessuno tanto propensi a fargli credito. Non è poi tanto il fatto che al Sud si offre sempre più degli altri è che c’è un diverso modo di arrangiarsi e spesso il morale resta più alto ma quando non ci sono soldi e non c’è lavoro, la crisi è uguale per tutti in ogni parte d’ Italia e nel mondo!
Posted on 11 maggio 2013 by Katia
Le nuove banconote dovrebbero battere la crisi, questa può sicuramente essere la notizia veramente tanto attesa. E parte così anche la controffensiva alla crisi “monetaria” che sta paralizzando il nostro Paese e non solo. Da qualche tempo, in Rete, è un fiorire di siti e iniziative che cercano di aggirare l’ostacolo della mancanza di moneta per scambiarsi comunque oggetti e servizi, trovando nuovi modi per sostituire la moneta. Partendo, semplicemente, dal ritorno al baratto, l’origine del commercio, un sistema sostituito dalle valute e dalle monete solo per una semplice ragione di praticità. In tutta Italia, e a Roma in particolare, si moltiplicano per esempio gli “swap party” che altro non sono che mercatini dove chiunque può portare oggetti (si è iniziato con abiti e gadget tecnologici) che non usa più, consegnarli al banco dell’accettazione, e ricevere in cambio oggetti che altre persone hanno portato per lo scambio.
Per facilitare questo scambio, in Italia, è nato il Dropis, una moneta perfetta per facilitare questi scambi che non si può comprare, ma si ottiene solamente in cambio di qualcosa che non si desidera più, oppure in cambio di ore del proprio lavoro. Ma questi sono solo alcuni esempi: è grazie alla Rete, che può offrire piattaforme ideali per questo scopo, che il baratto è tornato di moda e, complice la crisi, sta diventando uno strumento estremamente efficace per mantenere vivo il commercio. E dove la crisi morde di più, in Grecia per esempio, il fiorire di monete locali e parallele è ancora più diffuso: così l’euro è diventato «Obolo» a Patrasso, «Tem» a Volos, e «Kinò» a Salonicco. Anche in Italia gli esempi di monete locali non mancano, ma a livello mondiale ce n’è una, il bitcoin che sta spopolando e proprio qualche giorno fa ha raggiunto per la prima volta la quota record di 100 dollari.
Posted on 30 aprile 2013 by Katia
Si parla di “unione parziale”, questo perchè, secondo la legge, una coppia convivente non ha gli stessi diritti di quella sposata. Anche se il dibattito è aperto e qualcosa presto potrebbe cambiare. La speranza infatti è che qualcosa cambi presto ed in fretta anche in riferimento alle coppie omosessuali ed ai matrimoni gay. Il pensiero è che si stia facendo forse, anche un po’ troppa confusione sui vari diritti e doveri. Si discute dell’estensione alle “coppie di fatto” dei diritti di quelle sposate ma senza il matrimonio, l’assegno previdenziale dell’ ex resta sempre un miraggio. In Italia infatti non è possibile, o meglio, non ancora, ottenere la pensione di reversibilità senza un precedente vincolo coniugale. Però esistono norme che attribuiscono altri effetti giuridici alla convivenza; alcune sono in un decreto del 1918, che consente al convivente di percepire solo la pensione di guerra. Ci sono stati poi interventi normativi affinchè il convivente possa:
- partecipare al procedimento di interruzione gravidanza
- essere ammesso ai colloqui con i condannati
- attivare un procedimento di interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno
- succedere al contratto di locazione del partner
- ottenere l’assegnazione di una casa popolare.
Manca però una riforma che unifichi norme e sentenze sparse e le trasformi in una sola legge che elenchi i diritti dei conviventi. Ma quando siamo di fronti ai matrimoni omosessuali, cosa succede, cambia qualcosa? Per quel che riguarda nello specifico proprio la pensione di reversibilità, la Cassazione, dopo aver riconosciuto l’inesistenza di effetti giuridici del matrimonio omosessuale nel nostro ordinamento, ha affermato che ” i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabili relazioni di fatto, possono far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto di un trattamento omogeneo a quello assicurato alla coppia coniugata”. Il legislatore dunque, in teoria, potrebbe ampliare le norme che attribuiscono diritti alle “coppie di fatto”, aprendo così unioni civili come avviene in molti Stati europei.