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FAMIGIE A RISCHIO INSOLVENZA

Posted on 12 aprile 2011 by admin

Da un’indagine della Caritas Italiana e della Fondazione Cultura e Responsabilità Etica, emerge che molte famiglie che hanno sottoscritto un mutuo per l’acquisto di una casa sono a rischio insolvenza.

L’indagine prende in considerazione vari fattori: il costo per la gestione della casa, si pensi alle bollette e alle spese condominiali, il reddito delle famiglie che in questo momento di crisi ha visto un peggioramento e la crisi lavorativa che investe gran parte del Paese, l’incrocio di questi fattori porta a considerare che il 2011 sarà un anno molto “caldo”e che il rischio di non riuscire a pagare le rate del mutuo è significativo.

Le situazioni più critiche si riscontrano nelle Regioni del Veneto, Emilia-Romagna e Liguria, ovviamente figurano anche Regioni come l’Abruzzo e il Molise che però vano analizzate a parte a causa dei terremoti che hanno profondamente segnato l’economia di queste aree.
In questi mesi il Governo ha emanato un provvedimento in base al quale, in presenza di determinati requisiti, è possibile richiedere una moratoria della durata di 12 mesi alle banche presso le quali si è acceso un mutuo, in sostanza si tratta di una sospensione del pagamento delle rate, il fine è quello di alleviare la situazione di disagio economico delle famiglie e nel contempo di sperare che l’economia riprenda a crescere.
Si tratta di misure importanti che però hanno effetto nel breve periodo, urgono riforme strutturali incentrate sui problemi della disoccupazione e più in particolare della disoccupazione giovanile, sul costo del denaro e sulla tenuta del sistema bancario.

Da questa indagine possiamo ricavare anche altri dati: non deve sorprendere che le Regioni dove è più alto il rischio di insolvenza sono quelle del nord del Paese per il semplice fatto che in molte Regioni del sud le famiglie non hanno la possibilità di contrarre un mutuo ripiegando o sull’affitto della casa o chiedendo soldi a soggetti non autorizzati con il rischio di trovarsi braccati dal fenomeno usura.

Il quadro della situazione, quindi, non è dei migliori, bisognerà aspettare i prossimi mesi per capire se vi sarà la tanto auspicata inversione di tendenza.

Alberto

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IL TAEG E IL TAN

Posted on 12 aprile 2011 by admin

Questi due termini sono presenti in ogni contratto di prestito, sono elementi centrali di un finanziamento perché riguardano i tassi di interesse che il debitore dovrà versare per la somma presa in prestito e il costo effettivo dell’intera operazione; il prestito, infatti, va visto e interpretato come un’operazione che non consiste semplicemente in una somma erogata dal creditore al debitore e nell’obbligo di quest’ultimo di restituire la somma corrispondendo anche un esborso aggiuntivo a titolo di interesse, ma si sostanzia anche in un’istruttoria, nell’invio di comunicazioni da parte dell’istituto che ha erogato il prestito, nella possibilità di recedere dal contratto o di estinguere il debito anticipatamente; insomma è un’operazione che ingloba tante piccole operazioni che hanno un costo per il debitore, è importante quindi sapere non solo che tasso di interesse viene applicato, ma anche quanto costano tutte le operazioni accessorie.

La rilevanza dei termini sopramenzionati sta proprio nel fatto di chiarire al debitore il valore dell’impegno che ha assunto nella misura in cui ha chiesto un prestito.

Il TAN, e cioè il Tasso Annuo Nominale Il T.A.N. rappresenta il “tasso puro”, ovvero la misura degli interessi passivi che bisogna corrispondere in un anno per il solo fatto di aver ottenuto la disponibilità immediata di una somma di denaro. Il tan, dunque, è utilizzato per calcolare l’importo delle rate.

Il TAEG, invece, rappresenta il “costo reale” del finanziamento, ovvero un indicatore che tiene conto di tutti gli elementi che influiscono sul costo effettivo. Il TAEG deve indicare per legge il reale costo del prestito. Per questo motivo il TAEG esprime in forma percentuale la somma complessiva che si andrà a rimborsare compresa delle spese accessorie.

E’ importante sapere che quando leggiamo che un prestito è a tasso zero, il tasso a cui ci si riferisce è il TAN, ma non il TAEG, perché generalmente c’è sempre un costo da sopportare per l’istruttoria e le altre operazioni accessorie.

Il TAEG, ha proprio la funzione di tutelare il consumatore, la tutela consiste nel renderlo consapevole dei costi che un’operazione di prestito comporta.

 

Alberto

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Inflazione: La rata del mutuo torna a crescere

Posted on 16 marzo 2011 by admin

La difficile situazione internazionale, in particolare nel nord Africa, ha portato ad un aumento molto significativo del costo del petrolio e di altre materie prime, che si ripercuote sull’inflazione, che rialza così la testa e mette in allarme la BCE (Banca Centrale Europea).

I banchieri di Francoforte fanno la voce grossa e minacciano un rialzo del costo del denaro, il primo da due anni e mezzo a questa parte. Oggi le famiglie italiane sperimentano le conseguenze di questa difficile situazione alla pompa della benzina, ma domani se ne accorgeranno al momento di pagare la rata del loro mutuo a tasso variabile.

Una situazione simile i mutuatari italiani l’hanno già sperimentata nell’estate del 2008: anche allora il prezzo del petrolio era salito alle stelle e anche allora la BCE aveva reagito con un rialzo dei tassi che aveva messo in notevole difficoltà migliaia di famiglie.

Oggi tuttavia la situazione generale è molto diversa, e l’impatto sulle rate dei nostri mutui dovrebbe essere marginale, anche se la situazione è davvero complessa e merita quindi grande attenzione.

 

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