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Imu: il rinnovo manda in fumo le tredicesime

Posted on 02 maggio 2012 by Katia

IMU

Il rinvio dell’Imu manda in fumo le tredicesime. Per ora la sola certezza è il pagamento di giugno. Poi i consumi decideranno la stangata di fine anno. In effetti, “tutto lo volevano” ed il rinvio dell’Imu c’è stato. Ma, in verità, nasconde il pericolo di mandare in fumo le tredicesime degli italiani. L’unica certezza infatti, è che entro il prossimo 18 giugno i contribuenti pagheranno un acconto, pari alla metà del tributo che si otterrebbe applicando le aliquote e le detrazioni del decreto Salva Italia. Ma per calcolare la percentuale definitiva bisognerà attendere la fine di settembre, quando i Comuni decideranno l’entità dei loro prelievi, cioè la base del salasso per il saldo di metà dicembre. Facciamo quindi almeno il conto di quanto la nuova Ici ci costerà dalla scadenza piu’ vicina di giugno. Gli immobili urbani sono divisi in due categorie: la prima riguarda le abitazioni principali, le cosiddette “prime case” sulle quali torna la tassa; la seconda è costituita invece dagli immobili in cui non si ha la residenza, ma anche da uffici, laboratori, negozi (non i box, ma solo se sono “pertinenziali”).

L’aliquota per la prima categoria è dello 0,4% ma i Comuni potranno ridurla allo 0,2 o aumentarla fino allo 0,6%. La rendita va rivalutata del 5% e moltiplicata per 160. Dal totale si detraggono 200 euro, piu’ altri 50 per ogni figlio a carico sotto i 26 anni. L’altra aliquota standard è dello 0,76% senza alcune detrazioni. La regola da applicare è la stessa, tranne per i negozi (si moltiplica per 55 la rivalutazione) e per gli uffici ( si moltiplica per 80). Vale la pena ricordare che  lo Stato prevede di incassare dall’operazione una ventina di miliardi di euro, motivo per cui non c’è da sperare troppo nella “fascia bassa” dei costi. Sembra poi che la “differenza” la facciano proprio i figli a carico che permettono di risparmiare anche oltre 100 euro come nel caso dell’aliquota del 2% dove le persone senza figli pagherebbero 136 euro, le famiglie con un solo figlio 86 euro e le famiglie con due figli a carico non pagherebbero nulla.

 

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Come risparmiare sulla spesa

Posted on 28 aprile 2012 by admin

La crisi economica è facilmente riconoscibile e individuabile anche attraverso i frigoriferi e le dispense delle nostre case, prima maggiormente ricche di cibi e sfizi varie, mentre oggi è munita del necessario, speriamo per tutti.

I costi della spesa alimentare possono arrivare fino a 1000 euro al mese, costi che attraverso piccoli suggerimenti possono essere attutiti e ottimizzati, anche dimezzati con un po’ di impegno.

- Fate la lista della spesa: riprendiamo questa vecchia abitudine, propria soprattutto delle nostre e delle nostre mamme, che abbiamo un po’ perso con gli anni. La lista della spesa aiuta a vedere di cosa si ha davvero bisogno, e soprattutto tenere gli occhi sul foglio non ci farà distrarre verso i tanti cibi accattivanti, ma poi fondamentalmente non utili.

- Scegliete discount: in realtà questo è il consiglio di Pulcinella, lo sanno tutti ormai quanto convenga acquistare in supermercati a basso costo. Questo vale per le marche, dove la sottomarca non è sinonimo di scarsa qualità,e soprattutto si risparmia notevolmente. Preferibilmente, per unire al risparmio anche l’ecologia potremmo pensare a prodotti a km 0, prodotti di tipo locale, che aiutino anche l’ambiente.

- Preferiamo anche il mercato rionale: per alcuni tipi di prodotti, particolarmente per la frutta, la verdura e altri generi, possiamo usare una risorsa importante, quale quella del nostro mercato rionale. Infatti, se ci facciamo caso, i prezzi nei supermercati di questi alimenti sono molto più cari nei supermarket, anche del 15%, e la qualità non è sempre eccelsa. Per non parlare poi dell’esercente fruttivendolo, in cui l’aumento può essere anche del 20%-30%.

- Usiamo le carte fedeltà o i coupon sconto: quando ero piccola, la mia nonna ritagliava i coupon per le varie offerte. Oggi non so se esistano ancora, ma i vari punti vendita hanno pensato a questi comodi volantini che raccolgono tutte le offerte del mese o della settimana, e che ci permettono una maggiore scelta. Inoltre le carte fedeltà, che vengono distribuite nei vari punti vendita, permettono l’accumulo di punti non solo per i famosi prodotti omaggio, ma anche per vari sconti.

Con questi piccoli suggerimenti vedrete che riusciremo al meglio nella nostra spesa settimanale e quotidiana.

Federica di Martino

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Come pagare l’IMU

Posted on 16 aprile 2012 by admin

IN CHE MODO PAGARE L’IMU 2012 SULLA CASA?

L’Imu, l’Imposta Municipale Unica, è la nuova tassa entrata in vigore il 1° gennaio 2012 in sostituzione dell’Ici e dell’Irpef sulle rendite fondiarie.

Le modalità di calcolo e di pagamento hanno dato vita a non poche polemiche che ancora non si sono spente completamente.

Per quanto concerne le abitazioni private, la manovra approvata dal governo Monti stabilisce che l’aliquota è pari allo 0,4% per la prima casa, mentre sale allo 0,76%  per tutte le altre.

Tuttavia, i Comuni hanno la facoltà di elevare queste aliquote dello 0,2% entro il 30 settembre. A luglio poi anche lo Stato stesso potrebbe ritoccare gli indici in base agli introiti derivanti dal primo acconto di giugno.

L’importo su cui va applicata l’aliquota si ottiene dal valore catastale dell’immobile rivalutato del 5% e moltiplicato per un coefficiente del 160%.

Sono comunque previste delle detrazioni: la prima, di 200 euro, per l’abitazione principale, a cui vanno sommati ulteriori 50 euro per ogni figlio che risulti a carico e che non abbia superato i 26 anni di età.

Il pagamento potrà essere effettuato unicamente mediante il modello F24 definitivo 2012, che verrà pubblicato dall’Agenzia delle Entrate e sarà disponibile on line. Su questo modulo sarà necessario indicare i codici tributo che, ad oggi, ancora non sono stati resi noti.

Ad ogni modo, la reintroduzione dell’imposta sulla prima casa ha suscitato molto sconforto tra le famiglie italiane che già hanno pesantemente risentito della crisi generale dei mercati finanziari e dei settori lavorativi.

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