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Tasse: ecco perchè i mercati non si fidano dell’Italia

Posted on 11 febbraio 2012 by Katia

perchè i mercati non si fidano dell'ItaliaIl 2012 non inizia sotto i migliori auspici, nè per l’Europa, nè per l’Italia. Un premio nobel per l’economia come Joseph Stiglitz ritiene che le probabilità di collasso dell’euro ormai superino il 50 per cento. I mercati hanno chiuso il 2011 mandandoci l’ennesimo segnale di sfiducia: lo spread dei nostri titoli di Stato decennali, ossia la differenza fra i tassi di interesse che gli investitori chiedono rispetto a quelli della Germania, è tornato molto vicino ai livelli toccati nella prima metà di novembree (più di cinque punti percentuali), quando Silvio Berlusconi dovette cedere il passo a Mario Monti. E infine, segnale ancora più grave, lo spread dei nostri titoli rispetto a quelli spagnoli ha continuato a crescere, fino a sfiorare i 12 punti percentuali. A quanto pare dunque, il cambio di governo no ha migliorato le cose. I mercati si fidavano poco di noi quando al timone c’erano Berlusconi e Giulio Tremonti, continueranno a fidarsi poco di noi ora che il loro posto è stato preso da Monti, una delle figure più autorevoli e rispettate di cui l’Italia disponga. Perchè?

Probabilmente una ragione c’è, anzi, sicuramente più di una. I difensori del governo insistono soprattutto su due punti: negli ultimi tempi la Banca centrale europea ha fortemente ridotto gli acquisti di titoli di stato di paesi in difficoltà; inoltre il Congliglio Europeo dell’8-9 dicembre ha deluso i mercati, perchè non ha rafforzato a sufficienza il fondo salva stati. Guardando però alla Spagna è possibile notare che ha almeno due vantaggi sull’Italia: banche piu’ disponibili ad acquistare i titoli di stato nazionali, un governo nuovo di zecca che, a differenza del governo Monti, ha un’intera legislatura davanti. In questo genere di discussioni, non si parla quasi mai delle manovre di aggiustamento varate dall’Italia e dalla Spagna. Eppure è impensabile che i mercati non ne tengano conto, perchè l’ampiezza e soprattutto la composizione delle manovre influiscono sulla percezione che i mercati hanno dell’affidabilità dei vari debitori.

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Carta Mya di Agos Ducato

Posted on 20 gennaio 2012 by admin

Quante volte, intreragendo con un operatore addetto a mansioni bancarie, abbiamo pensato a quanto freddo fosse il mondo che lo circonda? Quante volte abbiamo pensato che il mondo dell’economia fosse una semplice scala di valori variabili che si rincorrono tra loro assegnando più o meno valore a questo o a quel titolo? Quante volte abbiamo pensato che non possa nascondersi un’anima vicina alla nostra personalità all’interno delle dinamiche tipiche del commercio?

Da oggi tutto questo non sarà più una totale verità.

Non a caso la nota agenzia creditizia Agos Ducato si è recentemente resa protagonista di un’iniziativa davvero interessante, che unisce i vantaggi tipici delle tradizionali carte di credito fin qui erogate, e abbondantemente diffuse un po’ ovunque, a risvolti più umani e sensibili nei confronti del nostro gusto e personalità.

Da oggi, infatti, con Carta Mya, Agos Ducato offre a tutti i suoi clienti la possibilità di personalizzare la propria carta di credito attingendo ad un catalogo di foto e immagini (standard o personali) con le quali rendere la propria tessera di credito unica e riconoscibile a colpo d’occhio tra mille.

Inoltre, con Carta Mya, Agos Ducato offre a tutti la possibilità di scegliere se pagare ogni acquisto in comode rate o in unica soluzione.

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Quant’è al sicuro il tuo conto corrente?

Posted on 18 gennaio 2012 by Katia

conto correnteHanno patito la crisi dell’euro e dei Btp. In molti casi devono aumentare il capitale per rispettare criteri più stringenti sul patrimonio.

E intanto hanno subito il declassamento del rating. Ma ora gli istituti di credito italiani ripartono, con la manovra Monti che garantisce solvibilità delle loro obbligazioni. Ma come stanno le banche italiane? Affrontando la crisi di liquidità e dell’eurozona come navi in un mare in tempesta. Ma continuano a macinare utili, anche se in calo: pesano sui bilanci, il costo della raccolta e la valutazione dei titoli di stato in portafoglio.

A giudicare i dati delle maggiori otto banche quotate in borsa, lo stato di salute, secondo gli esperti, non sembra preoccupante. I crediti in sofferenza , cioè di incerta esigibilità, sono sotto la media nazionale. Mente l’indice di solidità patrimoniale, il Core tier 1, andrà aumentato per molti gruppi bancari, visto che è spesso al di sotto della soglia richiesta dai regolamenti di Basilea 3 . Ma da dove prenderanno questi nuovi fondi le banche? Probabilmente dagli aumenti di capitale, dagli utili non distribuiti agli azionisti o riducendo le esposizioni, ovvero i prestiti che le banche concedono. Da quanto emerge, più che i clienti delle banche ( i cui depositi sono tutelati dai fondi di garanzia fino a circa 100 mila euro), per ora a rischiare di più sono gli azionisti ed i dipendenti, per i quali i tagli non sono finiti. Non dimentichiamo inoltre che a causa delle svalutazioni, alcune banche non prevedono di dare il dividendo per il 2011 agli azionisti che a inizio 2012 dovranno sostenere un forte aumento di capitali e che tutte le risorse derivanti dall’aumento di capitale saranno investite in Italia perchè ancora il pensiero di alcune banche è che sia giusto credere che anche l’Italia crescerà come ma soprattutto piu’ di altri Paesi.

 

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