Il 30% circa degli italiani in rete (circa 7,7 milioni di persone) già fa acquisti online.
Da un lato gli iperconvinti dell’ e-commerce, gli entusiasti, quelli che sanno con esattezza cosa vogliono e lo comperano esclusivamente online. Dall’altro ci sono gli incerti, che già hanno fatto qualche acquisto virtuale, ma il fenomeno ancora lo conoscono poco: per loro è un territorio ancora da esplorare. In mezzo si collocano i “bendisposti”, profili che possono essere catalogati gli e-shopper, ovvero quegli italiani che con maggiore o minore regolarità si rivolgono a un sito web per i loro acquisti. Queste categorie, utili ai marchi per capire come meglio comunicare in rete e soprattutto come farsi trovare, sono contenuti in una ricerca molto interessante svolta dalla media agency Mec in collaborazione con Groupm.
Dalla ricerca è emerso che il numero degli e-shopper nostrani non fa che crescere: nel 2011 sono aumentati del 28 per cento rispetto al 2010, dunque è utile studiarli e raccontarli nel dettaglio. Per la maggior parte, circa il 45 per cento del totale, sono superconvinti: lieve prevalenza degli uomini sulle donne, soprattutto adulti, con un livello di istruzione superiore alla media, hanno le idee davvero chiare. Per recepire informazioni visitano direttamente il sito dell’azienda che produce il prodotto che vogliono comprare o farsi arrivare direttamente a casa tramite i motori di ricerca. Per i brand, allora, è fondamentale essere immediatamente visibili su Google e affini. Poi ci sono i bendisposti circa il 25 per cento del totale, soprattutto uomini ancora, giovani adulti, laureati. Hanno pochi dubbi ma manca loro il consiglio finale per decidersi. E lo cercano proprio sul web, rivolgendosi a forum, blog specializzati o a strumenti che comparano i diversi prodotti. Perciò diventa cruciale per le aziende monitorare la rete, specie per controllare la loro reputazione. C’è anche la categoria degli scettici che però usano il web per informarsi e raccogliere opinioni a prescindere dall’acquisto.




