Posted on 30 giugno 2011 by Katia
Di recente il mercato dei cambi ha mostrato una volatilità sorprendente, anche per gli alti standard degli ultimi anni. All’inizio di maggio si è interrotta per la prima volta da molti mesi, la catena-che sembrava inarrestabile-dei ribassi del dollaro statunitense. Probabilmente il fenomeno è stato dovuto ad una normale correzione di mercato, ma ciò non toglie che certe paure sulle prospettive dell’auto, con voci sempre più insistenti di una ristrutturazione del debito greco, siano tornate a farsi sentire, con una susseguente notevole e rapida perdita di valore. Contemporaneamente, invece, le valute dei Paesi asiatici hanno tenuto i livelli contro il dollaro, dopo un 2011 all’insegna della crescita. Il risultato è stato quindi ovviamente un forte apprezzamento nei confronti dell’auro. Quest’ultimo potrebbe emergere come uno dei temi dominanti del 2011.
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Posted on 29 giugno 2011 by Katia

Sono circa 700 le imprese italiane in Tunisia, due terzi delle quali nel campo del tessile-abbigliamento. Con un interscambio di 5 miliardi di euro, l’Italia è il secondo partner commerciale del Paese, dopo la Francia. Le nostre aziende infatti pare si siano comportate in maniera responsabile durante i giorni della “rivoluzione”. Di questo parere è l’ambasciatore italiano in Tunisia, Petro Benassi il quale dichiara inoltre di non aver visto chiusure definitive, per quanto riguarda gli impianti, anche se si è assistito ad atti vandalici contro i macchinari di produzione.
Sembra infatti che gli imprenditori italiani abbiamo dimostrato di conoscere molto bene il tessuto economico tunisino, in merito poi alla nostra ambasciata, nei giorni più caldi delle rivolte, è rimasta aperta 24 ore su 24 spedendo oltre 78mila sms ai connazionali presenti sul territorio.
Lorenzo Ascanio è docente di diritto e civiltà islamica e avvocato dello Studio Zunarelli, presente in Nord Africa e Medio Oriente per offrire consulenza in diritto societario e contrattualistica alle aziende italiane che operano nell’area. Di recente ha appunto affermato che “gli interventi tunisini non hanno eliminato gli importanti dati normativi che fanno dello Stato un’area ancora attraente per gli investimenti. Dal 1967 è in vigore una Convenzione bilaterale Italia-Tunisia in materia di assistenza giudiziaria, civile e commerciale e dal 1979 vive un accordo tra i due Stati per evitare le doppie imposizioni in tema di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali. Dal 1° gennaio 2008 la Tunisia è entrata nella zona di libero scambio dei prodotti industriali con l’ Ue. I settori italiani piu’ coinvolti nell’economia locale sono quelli legati a materie prime, semilavorati e attrezzature. Per chi vuole avviare un’attività nel Paese, valgono le stesse accortezze degli altri mercati esteri e del Nord Africa: controllo, visura ed informazione finanziaria sul grado di affidabilità e solvibilità dell’eventuale partner, accortezza sugli aspetti contrattuali e garanzia del credito, con una copertura assicurativa, pubblica o privata”.
Posted on 23 giugno 2011 by Katia

Con il decreto di sviluppo in arrivo una serie di novità importanti sulle assunzioni agevolate nelle Regioni meridionali; in effetti, l’articolo 2 del decreto pone in essere agevolazioni, sotto forma di credito d’imposta, in favore di quei datori di lavoro che assumono, in pianta stabile, lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati a secondo della definizione fornita dal Regolamento 800/2008/CE.
In effetti, il decreto approvato dal governo è finalizzato all’aumento del numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato assumendo lavoratori definiti dalla Commissione Europea come svantaggiati, ai sensi del numero 18 dell’articolo 2 del Regolamento, nelle regioni del mezzogiorno.
Nella fattispecie è concesso per ogni nuovo lavoratore assunto un credito d’imposta nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione. Il bonus è corrisposto per ventiquattro mesi qualora l’assunzione riguardi soggetti particolarmente svantaggiati. Si ritiene che tali benefici non rientrino nel cosidetto “computo de minimis” vista la previsione dell’articolo 7, paragrafo 3, del regolamento 800/2008/CE. La decisione del governo si orienta a favore della definizione, a livello europeo, della fiscalità di vantaggio per le regioni del Mezzogiorno: fiscalità che deve essere relativa a lavoro, ricerca ed imprese, coerentemente con la decisione assunta nel Patto Euro plus del 24-25 marzo 2011 dove si prevedono strumentali specifiche ai fini della promozione della produttività nelle regioni in ritardo di sviluppo.
L’assunzione deve essere operata nei dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto. In attesa di una estensione coerente con il Patto Euro plus, il funzionamento del credito di imposta si basa sui requisiti previsti dalla Commissione Europea. La norma approvata dal governo ricomprende tra i datori di lavoro beneficiari sia le imprese che i datori di lavoro non imprenditori. Se ricorda infine che il decreto di imposta è calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese ed il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nei dodici mesi precedenti.