A quanto pare, Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, è piaciuta molto l’idea del ministro dell’Economia Giulio Tremonti; l’idea consiste nel far partecipare i lavoratori agli utili delle aziende.
Alla “Cortina Incontra”, Sacconi ha spiegato che «il mercato è in grado di includere tutti e non escludere nessuno; se il mercato è vissuto compiutamente da una pluralità di forme di impresa profittevoli o meno, si sarà in grado di sviluppare un nuovo sistema». Poi continuando dice: «Si tratta di far partecipare i lavoratori agli utili»; e ha aggiunto «Si tratta di trovare formule libere e responsabili facendo declinare il conflitto di classe con la piena condivisione del capitale e del lavoro con una prevalenza concettuale del secondo sul primo». Riguardo al fronte sindacale, Sacconi dice: «la resistenza della Cgil è preconcetta, legata al vecchio schema di separazione tra datore di lavoro e lavoratori, cosa che non accade per Cisl, Uil e Ugl che sono culturalmente per una condivisione».
Ma non finisce qui! Infatti, giungono anche critiche da parte del ministro riguardo all’eguaglianza salariale: «ha prodotto bassi salari e bassa produttività, tutti sono stati scontenti». Il ministro poi chiarisce e dice: «L’intesa contratta con Cisl, Uil e Ugl è sopraggiunta dopo 12 anni di trattative. Ora la si deve tradurre in atto: se i contratti si decentrano cresce la produttività, crescono i salari là dove possono crescere, cresce la coesione sociale perché vuol dire maggiore giustizia».
Sacconi, poi, continua spiegando che con la situazione economica attuale una seconda crisi sarebbe fatale, per cui l’unica soluzione che vede è quella di evitare l’autoreferenzialità dei mercati finanziari.
Staremo a vedere se la “grande proposta” porterà i suoi frutti e, soprattutto, se si vedranno.



